Analizzare solo la media annuale del PUN può risultare fuorviante, sottolinea Papernest in un nuovo rapporto, ricordando che nel confronto tra 2024 e 2025, non cambia solo “quanto” costa l’energia, ma soprattutto quando costa di più.
Dopo un 2024 segnato da una graduale ripresa dei prezzi, i primi mesi del 2025 hanno registrato un aumento dei prezzi, con febbraio che ha toccato il punto più alto dell’anno a 0,150€/kWh. Il picco di febbraio è dovuto a periodo di elevata domanda, influenzato dalle dinamiche di mercato delle materie prime energetiche. Nel febbraio 2024 i prezzi erano tra i più bassi mensili registrati nel 2024, attestandosi su quota 0,088 €/kWh.
“Lo stesso mese passa da “quasi minimo” a “massimo” nel giro di un anno. È il classico esempio che fa capire perché confrontare due anni solo con una media finale può essere fuorviante: i picchi possono spostarsi e cambiare completamente la percezione e l’impatto in bolletta per chi ha tariffe indicizzate”, ha detto Papernest nel rapporto redatto da Giorgia Bottan, sulla base di dati pubblici (GME e Arera) aggiornati a gennaio 2026.
Nei primi mesi del 2025 il prezzo è molto più alto del 2024. Da primavera in avanti la distanza si riduce, e da fine estate il 2025
diventa spesso più basso del 2024, si legge nel documento della società francese nata nel 2015, che riporta poi alcuni dati.
● Agosto 2024: 0,128€/kWh vs Agosto 2025: 0,109€/kWh
● Novembre 2024: 0,131€/kWh vs Novembre 2025: 0,117€/kWh
● Dicembre 2024: 0,135€/kWh vs Dicembre 2025: 0,115 €/kWh
Il mercato ha iniziato a normalizzarsi, grazie alla crescente produzione di energia rinnovabile e a una domanda contenuta. Dall’estate in poi, insomma, il mercato ha seguito un trend più stabile, sebbene le incertezze restino per i mesi a venire.
Per il 2026, Bottan si aspetta una maggiore stabilità.
“Potremmo assistere a un andamento simile al 2024, con un minimo primaverile e una leggera crescita nei mesi autunnali e invernali. Tuttavia, il mercato potrebbe anche riservare sorprese, soprattutto se dovessero emergere nuove criticità o opportunità sul fronte delle rinnovabili”, si legge nel rapporto.
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