Confronto tra i profili di sicurezza delle batterie agli ioni di litio, agli ioni di sodio e allo stato solido

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Sebbene le batterie agli ioni di litio (LIB) siano attualmente le più diffuse, i loro limiti in termini di sicurezza, in particolare il surriscaldamento causato dagli elettroliti liquidi infiammabili, rimangono motivo di preoccupazione.

I ricercatori dell’Università di Newcastle nel Regno Unito, in collaborazione con l’Accademia dei Vigili del Fuoco in Polonia, hanno condotto un confronto completo tra tre tecnologie chiave: le batterie convenzionali agli ioni di litio, quelle emergenti agli ioni di sodio (SIB) e quelle allo stato solido (SSB). Essi sostengono che, sebbene la resistenza al surriscaldamento sia importante, per effettuare confronti significativi tra le diverse composizioni chimiche è necessario un quadro di sicurezza olistico e multi-attributo, adattato ai diversi scenari di impiego.

La loro valutazione prende in esame la resistenza all’innesco, la tolleranza agli abusi, la gravità dei guasti (compresa la temperatura massima, il rilascio di calore e la velocità di riscaldamento), i rischi legati ai gas (volume, infiammabilità, tossicità), il rischio di propagazione e i vincoli specifici dell’applicazione, come la differenza tra il trasporto marittimo confinato e i sistemi di stoccaggio in rete dotati di sistemi attivi di estinzione degli incendi.

Il team ha stabilito una base di riferimento dettagliata per la sicurezza delle LIB, esaminando i meccanismi di guasto in caso di abuso termico, elettrico e meccanico. Ciò ha incluso l’analisi della progressione della fuga termica, dei profili di evoluzione dei gas e delle dinamiche di propagazione da cella a cella.

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