Metlen e PPC Group firmano JV per sviluppo di 50 MWh di BESS in Italia

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Metlen e PPC Group hanno firmato un accordo di joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di un portafoglio di progetti BESS fino a 1.500 MW / 3.000 MWh in Italia, Romania e Bulgaria, di cui 1.000 MW da realizzarsi nei prossimi 12 mesi. Lo hanno detto le parti in un comunicato.

Metlen ha poi spiegato a pv magazine Italia che di questi progetti, 50 MWh sono in Italia. La società greca sta comunque aumentando l’esposizione al mercato BESS Italiano, considerandolo interessante per “garantire ricavi fissi e prevedibili”

“Il Macse è arrivato un filo dopo, un po’ in ritardo rispetto alla nostra pipeline strategica”, ha detto Antonella Martina, senior energy origination manager, ricordando che la società tedesca non ha partecipato al Macse, partecipando invece al Capacity Market con due progetti BESS di 25 MW con duration di due/tre ore.

Metlen ha anche partecipato ad altri meccanismi, tra cui il Fast Reserve. “I contratti di flessibilità sono molto più complessi dei PPA e quindi richiedono delle capacità tecniche, di energia, e di trading. Quindi il progetto in Fast Reserve è stata una palestra interna”.

Simile la logica anche per gli investimenti in data center. “Ha senso entrare in esercizio il prima possibile”, hanno detto gli esperti di Metlen, ricordando che le società data center stanno incontrando rallentamenti per processi amministrativi che obbligano i fornitori di energia a definire una tempistica che si adegui a queste tempistiche.

Pipeline fotovoltaica di Metlen

Metlen si reputa un operatore già solido sul mercato italiano, avendo sviluppato una expertise anche sul lato Energy Release. “Le regole operative pubblicate a novembre hanno confermato la direzione impressa nella prima wave di Energy Release”, ha detto Martina.

La società greca ha detto che vuole vendere prodotti non strutturati, non standardizzati, facendo leva sulla sua solidità finanziaria per prendere decisioni non totalmente in linea con la tendenza di mercato a trattare l’energia come una commodity.  Contemporaneamente non vuole partecipare alla prossima asta dell’Energy Release, considerandola rischiosa e avendo già sviluppato una pipeline sviluppata con una prospettiva industriale.

Durante una presentazione al KEY di Rimini, Metlen ha poi presentato la strategia italiana, in cui il 70% copre fotovoltaico e il 30% copre BESS.

“400 MW hanno già le autorizzazioni 500 MW già costruiti o in fase di costruzione. 2 GW di progetti fotovoltaici e il resto è storage”, ha detto Annalisa Miryam-Liotine. “Abbiamo 25 MW di BESS in Puglia su cui abbiamo già firmato accordi di tolling. L’impianto sarà in esercizio in pochi mesi”, ha detto Miryam-Liotine, parlando del prossimo progetto BESS ad entrare in esercizio. La dimensione dell’impianto pugliese è un progetto medio nel portafoglio in pancia a Metlen.

L’Italia è il secondo mercato per Metlen, solo dopo la Grecia. La società è entrata nel Bel Paese nel 2019, con la partecipazione al Fer1.

“Abbiamo una pipeline di 3 GW in Italia in diverse regioni d’Italia”, ha ricordato poi Aris Spiropoulos, regional managing director di Metlen.

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