Sorgenia punta a 10 MW di PPA-on-site nel 2026, per poi arrivare a 50 MW nel 2030

Share

Sorgenia, primo operatore fotovoltaico in Italia, pensa che il mercato PPA sia sempre più interessante per gli imprenditori a causa della situazione di mercato e delle tensioni geopolitiche, rendendo realizzabile l’obiettivo della società guidata da Michele De Censi di quintuplicare gli impianti su tetti dedicati all’autoconsumo industriale al 2030. Lo ha detto la stessa società milanese a pv magazine Italia.

“Pensiamo che i PPA siano ancora molto pochi rispetto alla loro potenzialità. Per quanto riguarda i PPA on site, abbiamo obiettivi veramente molto importanti che partono da realizzare circa una decina di MW quest’anno che arriveranno a cubare la metà del nostro totale installato per il cliente finale, quindi cliente industriale, da qua al 2030. La nostra taglia media è di 500-600 kW. Abbiamo circa 20 clienti. L’obiettivo al 2030 è di installare 50 MW di fotovoltaico su tetto per PPA on site”, ha detto Mattia Milanesi, head of GreenTech corporate sales presso Sorgenia, durante il KEY di Rimini.

Utile ricordare comunque che, secondo i dati Pexapark, l’Italia è stato a gennaio 2026 il mercato PPA di gran lunga più importante in Europa, rappresentando oltre il 55% della capacità a livello continentale.

Il punto di Milanesi è che le fluttuazioni di mercato non sono mancate negli ultimi anni e le ultime settimane sono ormai una prova incontrovertibile, quindi il mercato PPA è ancora più importante dopo l’attacco statunitense e israeliano all’Iran.

“Un incremento del prezzo del gas e dell’energia elettrica, dovuto ad effetti assolutamente negativi attivi come la guerra, sicuramente fa ricordare all’imprenditore italiano che il mercato dell’energia, che sembrava si stesse abbassando, può raddoppiare da un giorno all’altro”, ha detto Milanesi.

Stesso discorso però non sembra valere per il fotovoltaico residenziale, almeno per le comunità energetiche rinnovabili (CER).

“Dal punto di vista delle CER, noi rimaniamo un pochino scettici perché le comunità energetiche non sono ancora esplose per la potenzialità che potrebbero avere: l’incentivo è ridotto, non si ha una grande visibilità nel lungo periodo perché oggi arriviamo al 2027, quando comunque si deve fare un investimento su base ventennale. Al momento non abbiamo obiettivi. Noi sulle CER abbiamo lavorato tantissimo grazie al bando Pnrr che ha dato sì un boost alla realizzazione della costruzione di comunità energetiche sul territorio italiano grazie anche a un contributo del 40% sulla realizzazione dell’impianto. Il driver era il contributo del 40% non la comunità energetica, questo è un problema”, ha commentato Milanesi.

* Corregge nome dell’AD

I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.

Popular content

Aree idonee Lombardia: tetto allo 0,8% di SAU per fotovoltaico e agrivoltaico
10 Marzo 2026 Regione Lombardia riscrive il PdL 110 del 2025 sulle aree idonee, puntando a conciliare sviluppo delle rinnovabili e tutela del suolo agricolo. Il nuo...