Macse, costi BESS e geopolitica, Trina: profilo di rischio in aumento

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La spinta a ridurre i costi di produzione delle soluzioni BESS è ora necessaria; non è finalizzata ad aumentare i margini, ma strumentale a far fronte all’aumento delle materie prime in un momento di forte complessità. Lo ha detto Gabriele Buccini, head of Utility Storage di Trina Solar, a pv magazine Italia.

“Non si possono comunque fare miracoli, quindi il problema esiste: ci sarà sicuramente un impatto per tutti in questo senso”, ha detto Buccini.

Come riferito da diversi analisti, i livelli di prezzo raggiunti dal Macse sono risultato di aspettative piuttosto bearish per i prezzi delle batterie. Secondo queste aspettative, la compressione dei prezzi era funzione di una catena di produzione integrata che, però, ha bisogno delle sue sicurezze per svilupparsi e diminuire i prezzi. Sicurezze che sono venute meno.

“I prezzi sono cresciuti, adesso nell’ultimo mese sono ovviamente volatili, quindi vanno su e poi giù, a maggior ragione considerando quello che sta succedendo adesso con questa guerra. Ovviamente stiamo parlando con i fornitori di litio per capire come si possa fare hedging. Stiamo cercando delle soluzioni e le sta cercando la Cina, ma il problema non è di facile soluzione. Nel senso: la volatilità esiste e qualcuno deve farsene carico, sobbarcandosi quindi un rischio aggiuntivo rispetto a 6 mesi fa”, ha detto l’head of Utility Storage di Trina Solar

Buccini risponde poi a una domanda di pv magazine Italia, confermando che le proiezioni che hanno portato ai prezzi Macse sembrano ora piuttosto irrealistiche.

“Tanti prezzi Macse sono stati fatti sulla base di prezzi a settembre, ottobre. Non so quanti di questi progetti avessero qualche forma di indicizzazione. Se non l’avevano, ovviamente è un problema adesso per i fornitori di batterie. Noi non stiamo cercando di riaprire contratti chiusi, stiamo cercando di trovare delle soluzioni interne per minimizzare il problema che abbiamo”.

Secondo Buccini, c’è comunque vita oltre al Macse, con il Capacity Market altro strumento interessante.

“Vediamo anche molti molti player che sono interessati a fare progetti con qualche forma di tolling o qualche forma di PPA. Questo anche dopo la presentazione del DL Bollette. Quello che abbiamo notato è che, dopo il Macse dell’anno scorso e i prezzi registrati, tutti quelli che che speravano in una revenue fissa tipo Macse, stanno ora riconsiderando questa possibilità. Quindi è vero che il Macse dava certezza di revenues, ma a quel livello di revenues molti stanno pensando a fare altro”, ha detto Buccini, ricordando poi che l’asta del Capacity Market e il Macse daranno ulteriori indicazioni di prezzo, non solo al mercato, ma anche ai produttori di soluzioni BESS.

A questi rischi, si aggiungono poi quelli normativi per le società cinesi, dovuti a dinamiche geopolitiche, ma non solo. Di recente, per esempio, la Commissione europea ha presentato un pacchetto Energia finalizzato anche a sostenere l’industria europea.

Buccini ricorda che le soluzioni BESS sono sostanzialmente composte da tre elementi principali: le batterie, il PCS e il sistema di controllo. Trina riferisce che utilizza già sistemi di controllo europei, mentre per i PCS offre sia la versione di origine cinese, che quella di fornitori europei.

“Ovviamente le batterie vengono dalla Cina, nel caso in cui ci fossero spinte politiche verso una filiera europea, ragioneremo di conseguenza. Dovesse esserci un’indicazione in questo senso, confidiamo che non sarà comunque nell’arco di 6 mesi”, ha detto Buccini.

Trina Storage riferisce comunque che è attiva in diversi tavoli con le istituzioni europee. In generale, comunque, il mercato italiano rimane centrale per i produttori di soluzioni BESS.

“Il mercato BESS italiano è tra i mercati più interessanti europei. Dall’anno scorso abbiamo firmato vari progetti in Italia, per un totale di poco meno di 2 GW. Settimana scorsa eravamo all’apertura di un sito a Torino da 1,1 GW, c’era anche il ministro dell’Energia”, ha ricordato Buccini.

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