Un anno fa, la Grecia ha lanciato un nuovo programma di accumulo di energia tramite batterie, mirato a realizzare progetti autonomi su scala industriale per una potenza di 4,7 GW, ai quali saranno concesse connessioni prioritarie alla rete e che saranno gestiti su base commerciale, senza alcun sussidio.
Di questa capacità, 3,8 GW saranno collegati alla rete di trasmissione e 900 MW saranno installati sulla rete di distribuzione. Gli investitori erano tenuti a presentare le proprie domande di connessione alla rete ai gestori competenti entro la fine di ottobre 2025.
Il gestore del sistema di trasmissione greco ha successivamente riferito di aver ricevuto richieste per circa 10 GW di capacità di accumulo a batteria, mentre il gestore del sistema di distribuzione ha ricevuto richieste per un totale di 2,15 GW, portando il totale combinato a 12,15 GW.
Un comitato composto da rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e dell’Energia greco e dei due gestori di rete si occuperà di classificare le richieste. Despoina Paliarouta, segretario generale per l’energia e le risorse minerarie presso il Ministero dell’Energia, ha dichiarato durante un recente seminario a Salonicco , organizzato da Pospief, l’associazione greca dei produttori di energia solare, che il Ministro dell’Energia ha firmato la decisione di istituire questo comitato e che la classificazione di tutte le 12,15 GW di richieste è ormai imminente.
Ostacoli legati al finanziamento e alla classificazione
Gli investitori nel settore dello stoccaggio energetico si trovano ad affrontare due problematiche. La prima riguarda i criteri di valutazione. Le domande per i progetti di collegamento alla rete di distribuzione saranno valutate in ordine di arrivo, a condizione che soddisfino tutti gli standard tecnici. Per i progetti di collegamento alla rete di trasmissione, la priorità sarà data a quelli situati più vicino alle sottostazioni, ma questa linea guida lascia spazio a diverse interpretazioni. Non è chiaro, ad esempio, se la conformazione del terreno tra un impianto di stoccaggio e la sottostazione più vicina sia un fattore determinante. Si pone inoltre la questione dei richiedenti che hanno proposto collegamenti a sottostazioni attualmente non disponibili.
Il secondo problema riguarda il finanziamento dei progetti. La Grecia ha legiferato in materia di accumulo di energia, ma molti dettagli normativi rimangono indefiniti, aumentando il rischio operativo. Ad esempio, la legge attualmente non consente agli aggregatori di rappresentare gli impianti di accumulo nei mercati energetici.
Anche per gli istituti di credito le condizioni di connessione alla rete saranno cruciali. Le banche necessitano di modelli di business chiari, che dipendono in larga misura dalle condizioni di connessione, come ad esempio l’eventuale imposizione di limitazioni alle modalità e ai tempi di carica e scarica delle batterie.
Partenza lenta
Le banche, inoltre, non dispongono di progetti di riferimento locali per ancorare le valutazioni del rischio. La Grecia ha indetto la sua prima asta per sistemi di accumulo a batteria nel 2023, assegnando sussidi a 12 progetti per un totale di 412 MW di capacità. Questi progetti avrebbero dovuto essere operativi da tempo, ma non sono ancora collegati alla rete; un chiaro segnale delle difficoltà che la Grecia sta incontrando nel connettere le batterie.
Sono attualmente in corso test per collegare alcuni di questi progetti sovvenzionati, ma la sensazione generale tra gli operatori del settore dello stoccaggio è che le istituzioni greche, tra cui il Ministero dell’Energia, l’operatore di mercato e i gestori della rete, siano state lente nello sviluppare le competenze e il coordinamento necessari per integrare questi sistemi. Le banche, che condividono questa mancanza di esperienza con il mercato greco dello stoccaggio, sono riluttanti a finanziare progetti privati che non offrono le garanzie previste dai contratti sovvenzionati.
La pressione di riduzione aumenta
I produttori greci di impianti fotovoltaici sostengono che, a meno che non entrino presto in funzione progetti di accumulo di energia di capacità significativa, le crescenti restrizioni all’erogazione di energia verde nel paese spingeranno migliaia di piccoli investitori nel fotovoltaico al fallimento.
La Grecia ha ridotto la produzione di energia verde di circa 2 TWh nel 2025, rispetto ai 900 GWh del 2024. Il presidente di Pospief, Giannis Panagis, ha affermato che a gennaio e febbraio di quest’anno la Grecia ha ridotto la produzione di energie rinnovabili di 184 GWh, contro i soli 3 GWh dello stesso periodo dell’anno precedente.
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