La domanda di argento da parte del settore fotovoltaico dovrebbe diminuire del 19% quest’anno

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Il mercato globale dell’argento rimane strutturalmente in tensione nonostante l’indebolimento della domanda proveniente dal settore fotovoltaico, con prezzi elevati e un’offerta limitata che continuano a influenzare il panorama della produzione fotovoltaica.

Secondo l’ultimo World Silver Survey 2026 della società di consulenza indipendente Metals Focus, i prezzi dell’argento sono aumentati bruscamente nel corso del 2025, attestandosi in media a poco più di 40 dollari l’oncia, con un incremento del 42% su base annua, prima di salire a livelli ancora più elevati all’inizio del 2026. Il rialzo è stato determinato da una combinazione di forte domanda da parte degli investitori, contrazione dell’offerta fisica e persistente incertezza geopolitica e macroeconomica.

Allo stesso tempo, il settore solare, da tempo motore chiave della domanda industriale di argento, sta entrando in un periodo di aggiustamento. La domanda di argento da parte dei produttori fotovoltaici è diminuita del 6% nel 2025, attestandosi a 186,6 milioni di once, e ora si prevede che scenderà di un ulteriore 19% nel 2026, attestandosi a circa 151 milioni di once.

“Il consumo industriale è sceso del 3% a 657,4 milioni di once, segnando il primo calo post-pandemia, poiché la contrazione della domanda fotovoltaica e le misure di risparmio in altri settori hanno superato i guadagni legati ai data center per l’intelligenza artificiale, all’hardware per la trasmissione ad alta velocità, alla penetrazione dei veicoli elettrici e alle infrastrutture di ricarica”, si legge nel rapporto.

Il calo del consumo di argento legato al fotovoltaico riflette una combinazione di cambiamenti tecnologici e pressioni sui costi. Con l’aumento dei prezzi dell’argento, i produttori di moduli hanno accelerato gli sforzi per ridurre il carico di argento per cella adottando strategie di risparmio e approcci alternativi di metallizzazione.

Gli analisti hanno spiegato che l’intensa concorrenza e l’aumento dei costi delle materie prime hanno spinto i produttori a ridurre l’uso dell’argento, nonostante il continuo aumento delle installazioni solari a livello globale, sottolineando che questo crescente disallineamento tra l’espansione della capacità fotovoltaica e la domanda di argento segna un cambiamento significativo per il settore.

Dal lato dell’offerta, la produzione globale delle miniere d’argento è aumentata in modo significativo lo scorso anno, sostenuta dall’avvio di nuovi progetti minerari in America Latina. Anche il riciclaggio è aumentato modestamente, raggiungendo il massimo degli ultimi 13 anni con 197,6 milioni di once.

Nonostante questi risultati positivi, il settore dell’argento ha registrato il suo quinto deficit annuale consecutivo nel 2025, per un totale di 40,3 milioni di once, con un altro deficit previsto nel 2026. I vincoli strutturali, tra cui il calo della qualità del minerale, le interruzioni operative e una pipeline limitata di nuovi progetti, dovrebbero continuare a limitare la crescita dell’offerta. I volumi di riciclaggio sono in aumento, ma rimangono limitati dai colli di bottiglia delle raffinerie e dalle sfide di capacità.

Il rapporto rivela inoltre che, mentre la domanda nel settore fotovoltaico si è indebolita, altri segmenti come i data center basati sull’intelligenza artificiale, i veicoli elettrici e le infrastrutture energetiche hanno continuato a sostenere i consumi.

Guardando al futuro, si prevede che la domanda industriale complessiva subirà un nuovo calo nel 2026, con l’ulteriore indebolimento del settore fotovoltaico che supererà i progressi registrati nelle applicazioni emergenti. L’argento, tuttavia, dovrebbe continuare a rappresentare un rischio strategico per i produttori di pannelli fotovoltaici, anche se l’innovazione tecnologica continua a ridurre la dipendenza da questo metallo.

Secondo una recente analisi del Silver Institute, nel 2026 l’industria fotovoltaica dovrebbe utilizzare meno argento. La pasta d’argento rappresenta attualmente circa il 10-20% dei costi totali delle celle solari, creando un contesto difficile per i produttori che già devono affrontare un eccesso di capacità, il calo dei prezzi dei moduli e margini ridotti.

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