Progettisti e fotovoltaico integrato, quali prospettive?

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A pv magazine Italia Marco Lullo, progettista elettrico e fotovoltaico presso Lullo P.I. Marco, ha raccontato di aver recentemente installato in Italia delle pavimentazioni carrabili fotovoltaiche a seguito di una nuova collaborazione con cui sta approfondendo soluzioni Building Integrated Photovoltaics (Bipv).

“Perché continuare a occupare solo coperture quando abbiamo a disposizione superfici verticali e orizzontali già presenti nei progetti?. La vera sfida diventa progettuale:integrare tecnologia, sicurezza strutturale, prestazioni elettriche ed estetica”, spiega Lullo, sottolineando anche che le principali sfide riguardano la resistenza ai carichi, la sicurezza antiscivolo e la durabilità nel tempo, ma che le tecnologie stanno evolvendo rapidamente.

“In questo tipo di applicazioni, il valore non è solo energetico, ma anche dimostrativo: rappresentano un cambio di paradigma nel modo in cui concepiamo le superfici costruite”, aggiungendo la riflessione che oggi le principali criticità sono diverse. “Dal punto di vista tecnico, le soluzioni Bipv richiedono un’integrazione progettuale molto più spinta rispetto agli impianti tradizionali: non si tratta di ‘aggiungere’ un impianto, ma di farlo coincidere con l’involucro edilizio, con tutte le implicazioni su durabilità, manutenzione e prestazioni. Sul piano normativo, manca ancora un quadro chiaro e uniforme: spesso queste soluzioni si collocano in una zona grigia tra elemento edilizio e impianto, con difficoltà autorizzative, soprattutto in contesti vincolati”.

Il progettista elenca anche l’aspetto economico: “i costi iniziali sono generalmente più elevati rispetto a soluzioni standard e il ritorno dell’investimento non sempre è immediatamente percepito dal committente, soprattutto in assenza di adeguati incentivi o modelli finanziari strutturati”.

“Quando l’edificio diventa un generatore energetico – riflette Lullo – cambia radicalmente il ruolo dell’architetto e del progettista. Non si lavora più solo su forma, funzione e spazio, ma anche su produzione, gestione e ottimizzazione dell’energia. Questo implica un approccio integrato fin dalle prime fasi: architettura, impiantistica ed ingegneria devono dialogare continuamente. Il progettista diventa una figura ibrida, capace di mediare tra estetica, prestazioni energetiche e fattibilità tecnica, assumendo un ruolo più strategico all’interno del processo decisionale.

Riflettendo con il progettista sui criteri di scelta dei materiali Bipv, si è paralto di una scelta che dipende sempre da un equilibrio tra esigenze estetiche e prestazionali.

“Il vetro fotovoltaico è spesso utilizzato in facciata o in copertura quando si cerca trasparenza, leggerezza e continuità visiva, tipicamente nel terziario o in edifici rappresentativi. I moduli ceramici o opachi trovano applicazione in contesti residenziali o in interventi dove è richiesta una maggiore integrazione con materiali tradizionali. I compositi o soluzioni custom sono invece particolarmente interessanti per infrastrutture o superfici speciali, come pavimentazioni carrabili, dove entrano in gioco anche resistenza meccanica e sicurezza. In generale, il criterio guida resta la coerenza con il linguaggio architettonico dell’edificio, senza sacrificare le prestazioni energetiche”, conclude.

I punti di vista e le opinioni espressi nel presente articolo sono quelli dell’autore e non riflettono necessariamente quelli di pv magazine.

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