Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato oggi a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri di Azione, il progetto di legge “Nuove disposizioni per l’individuazione di aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”.
Il testo, spiega una nota, contiene una disciplina transitoria che salvaguarda gli investimenti già in atto, effettuati sia sulla base della disciplina delle aree idonee contenuta nell’abrogato art. 20 del d.lgs. 199/2021 che nella legge regionale 8/2025, e chiarisce che “per procedure in corso si intendono quelle per le quali risultano adempiuti gli oneri economici richiesti dai soggetti gestori o distributori delle reti di trasmissione o distribuzione di energia elettrica o gas per il rilascio del documento di soluzione tecnica minima (Stgm)”.
Il testo, oltre alle aree già considerate idonee dalla legge nazionale, individua anche le cave e le miniere cessate e ripristinate, le aree anche classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distano non più di 500 metri da zone a destinazione industriale, le aree anche se classificate agricole adiacenti alla rete autostradale. Restano invece escluse le aree agricole di pregio, quelle vicine ai beni tutelati e alcune zone sensibili per la salute pubblica.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, evidenzia i risultati ottenuti in fase di conversione dal partito che rappresenta. “Gli emendamenti del M5S hanno ridefinito le finalità della legge”, spiega in una nota, “ancorandole con chiarezza agli obiettivi europei del Green Deal e con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, escludendo esplicitamente il ricorso al nucleare”.
A seguito di emendamenti, sono state inoltre incluse nuove aree idonee tra cui edifici, parcheggi con strutture di copertura, aree portuali e interportuali e infrastrutture del servizio idrico integrato, col fine di dare priorità ad aree già antropizzate. “Sono state inoltre escluse dalle aree idonee le zone umide protette dalla Convenzione internazionale di Ramsar del 1971”, spiega Tagliere.
La criticità più evidente, puntualizza Taglieri, riguarda il consumo di suolo. “In particolare, le aree agricole risultano meno tutelate rispetto ad altre regioni, perché la Giunta Marsilio ha respinto la nostra proposta di fissare un limite massimo per il loro utilizzo dello 0,8% di quelle totali. Inoltre, è stata respinta anche la richiesta di individuare e tutelare in modo specifico le aree dedicate ai prodotti agricoli tradizionali (PAT), già riconosciuti a norma di legge”, dichiara il consigliere.
“Non possiamo votare a favore di un provvedimento che individua sulla carta le aree idonee per le rinnovabili ma ignora il vero collo di bottiglia: l’assenza di infrastrutture di rete. Senza capacità di trasporto dell’energia, rischiamo di offrire alle imprese una scatola vuota”, ha commentato il capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Enio Pavone, motivando l’astensione del gruppo.
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