Un gruppo di sei ricercatori, quattro del RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) e due dell’Università di Padova, hanno sviluppato e applicato una metodologia per la valutazione parametrica dei costi esterni del paesaggio associati agli impianti di energia rinnovabile, avvalendosi di due casi studio: un parco eolico onshore e un impianto fotovoltaico su larga scala.
“Dati i diversi contesti paesaggistici dei due casi studio, il costo paesaggistico esterno stimato dell’impianto fotovoltaico è risultato inferiore a quello del parco eolico, sia in termini assoluti (106.000 euro/anno contro 232.000 euro/anno) sia in relazione alla produzione energetica annua (1,11 euro/MWh contro 1,34 euro/MWh)”, hanno scritto i ricercatori nell’articolo in pubblicazione a giugno su Sustainable Energy Technologies and Assessments.
Nel contesto della pianificazione energetica, la metodologia proposta può essere utilizzata per supportare l’identificazione di aree idonee per impianti eolici e solari.
La valutazione monetaria dei servizi paesaggistici è stata condotta attraverso un esperimento di scelta discreta (DCE) basato su un’indagine somministrata a un campione rappresentativo della popolazione italiana (N = 2.352). I risultati del DCE hanno permesso di stimare 50 valori unitari (in euro per ettaro) che riflettono la disponibilità della popolazione a pagare per i servizi ecosistemici del paesaggio. Questi valori sono stati differenziati in base a classi qualitative di tre attributi paesaggistici: qualità naturalistica, ricchezza del patrimonio culturale e presenza di aree rurali storiche.
“L’innovazione principale della metodologia risiede nella stima del valore economico dei servizi ecosistemici legati al paesaggio in Italia in funzione di attributi paesaggistici chiave, consentendone l’applicazione in diversi contesti paesaggistici nazionali”, hanno scritto i ricercatori nell’articolo “A parametric evaluation of the landscape external costs of wind and solar power plants in Italy“.
Secondo i ricercatori lo studio permettere l’integrazione con la classificazione paesaggistica nazionale e la cartografia disponibili, consentendo di applicare i valori monetari del paesaggio ad aree specifiche interessate dall’impatto visivo degli impianti di energia rinnovabile.
Il paper spiega poi che la metodologia presenti alcuni limiti, come ad esempio il trattamento delle intrusioni urbane preesistenti all’interno delle unità fisiografiche del paesaggio, che non contribuiscono ai servizi ecosistemici.
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