A marzo 2025 pv magazine Italia aveva intervistato Simone Fungipane, Managing Director di iGreen System, raccontando la visione dell’azienda sull’agrivoltaico avanzato: sistemi pensati non come semplice sovrapposizione tra moduli fotovoltaici e colture, ma come infrastrutture progettate a partire dalle esigenze agronomiche, con l’obiettivo di integrare produzione agricola ed elettrica. Allora l’impianto su kiwi giallo era ancora un progetto, mentre oggi è un caso concreto, visitabile e osservabile sul campo grazie ai Kiwi Tour organizzati da iGreen System.
L’impianto ha una potenza installata di 975,24 kW e utilizza 1.512 moduli fotovoltaici da 645 W ciascuno, installati a 5,20 metri di altezza. Si tratta di un’altezza superiore ai requisiti minimi previsti per consentire la piena continuità dell’attività agricola sottostante, compreso il passaggio dei mezzi e la gestione ordinaria del frutteto.
L’impianto è classificato come Sistema agrivoltaico avanzato elevato. La struttura è realizzata con tracker monoassiali, che orientano i moduli durante la giornata seguendo il sole, ma il punto tecnico più rilevante è che l’inseguimento non viene concepito solo in funzione della massimizzazione della produzione elettrica. Secondo iGreen System, l’orientamento dei moduli viene gestito anche considerando le esigenze fisiologiche della coltura, in questo caso kiwi giallo.
Il cuore del sistema è il DSS proprietario di iGreen System, una piattaforma decisionale che integra dati agronomici, elettrici e ambientali. La logica è quella di regolare la posizione dei pannelli lungo l’arco della giornata per bilanciare ombreggiamento e irraggiamento, protezione della coltura e resa fotovoltaica. La gestione può spaziare dal massimo ombreggiamento al massimo irraggiamento, con l’obiettivo di creare le condizioni più adatte alla crescita della pianta e, al tempo stesso, mantenere la produzione energetica.
Un elemento centrale del progetto è la sensoristica sviluppata da Plantvoice, startup benefit con sede a Bolzano, che inserisce un biosensore miniaturizzato direttamente nel fusto della pianta. Il sensore analizza in tempo reale la linfa, monitorando parametri come assorbimento idrico, concentrazione di soluti e segnali fisiologici riconducibili a stress o patologie.
Il principio adottato è quello della “pianta sentinella”: un centro di monitoraggio installato su quattro piante rappresentative può coprire circa un ettaro di coltura omogenea. Questo approccio rende il sistema scalabile anche dal punto di vista economico, perché consente di ottenere informazioni fisiologiche dirette dalla coltura senza dover strumentare ogni singola pianta.
I dati raccolti da Plantvoice confluiscono nella piattaforma agronomica e vengono integrati con quelli del sistema iGreen. In questo modo, le informazioni sullo stato reale della pianta possono diventare input per la gestione dell’impianto: non solo irrigazione o interventi agronomici, ma anche orientamento dei moduli, gestione dell’ombreggiamento e protezione da condizioni ambientali sfavorevoli.
La componente agricola è affidata a Romagna Impianti, realtà attiva dal 2013 nella progettazione di vigneti e frutteti, con oltre 18.000 ettari di esperienza dichiarata.
La progettazione del layout viene sviluppata con rilievi GPS e software 3D proprietario, mentre la copertura antigrandine è fornita da ArrigoniGROUP. Sul fronte energetico, il progetto coinvolge Eco Energia, componente fotovoltaica di iGreen System, che si occupa della progettazione tecnica, dell’installazione, del collaudo, del monitoraggio e della manutenzione dell’impianto. I moduli sono forniti da Longi Solar, mentre Energy 3000 Solar opera come partner per la distribuzione di sistemi e componenti fotovoltaici.
“L’agrivoltaico avanzato funziona quando metti l’agronomia al centro di ogni scelta tecnologica. Abbiamo dimostrato che è possibile produrre energia rinnovabile senza rinunciare — anzi, migliorando — la qualità e la resa della produzione agricola”, ha dichiarato Simone Fungipane, Presidente di iGreen System.
Roberto Innocenti, Direttore Commerciale di iGreen System e Romagna Impianti, ha sottolineato invece la complessità progettuale del frutteto: “Ogni scelta — dalla spaziatura delle file all’irrigazione, dalla meccanizzazione alla gestione agronomica — deve tenere conto dell’interazione con i moduli sovrastanti. È una sfida tecnica che apre scenari nuovi per tutta la frutticoltura italiana”.
Per Matteo Beccatelli, CEO e Co-Founder di Plantvoice, il monitoraggio diretto della pianta è una condizione abilitante: “In un impianto agrivoltaico avanzato, sapere cosa sta succedendo dentro la pianta non è un optional: è la condizione necessaria per ottimizzare sia la produzione agricola che quella energetica”.
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