Il gruppo di ricerca SyNC dell’Istituto di Energia Solare (IES) del Politecnico di Madrid ha condotto uno studio per unire materiali bidimensionali e ottenere celle solari ad alta efficienza mediante una tecnica chiamata hot-pick-up.
Guardando ai dati per l’Italia un fattore salta all’occhio: la percentuale di importazioni è aumentata negli ultimi anni, non diminuita. Guardando però al periodo 2004-2024 è in effetti diminuita da 84,4% a 73,9%, grazie all’aumento del peso delle rinnovabili nel mix energetico.
Il nuovo rapporto di Wood Mackenzie rivela che la capacità installata globale ha superato i 15 GWh, trainata dalla Cina. In Italia emergono prospettive positive grazie a meccanismi regolatori e nuovi progetti come la “batteria a CO₂” di Energy Dome, sostenuti da un quadro di mercato favorevole.
La nuova classifica valuta i produttori in base a otto criteri ponderati: conformità ESG e CSR (30%), assistenza post-vendita e garanzia (15%), ricerca e sviluppo (15%), stabilità della catena di fornitura (15%), utilizzo della capacità (10%), disponibilità di certificazioni di terze parti (5%), condizioni finanziarie (5%) ed esperienza nella produzione (5%).
L’azienda spagnola Izpitek ha sviluppato un impianto fotovoltaico integrato negli edifici (BIPV) da 86 kW per gli ingressi e le uscite dei tunnel, che fornisce energia per l’illuminazione, dimostrando come l’energia solare possa essere adattata ad ambienti architettonici complessi.
La quota rinnovabile nel 2024 ha raggiunto il 25,2%, rispetto al 9,6% del 2004, con un incremento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023. L’Italia in questa classifica si attesta sotto la media europea con circa il 20% di consumi coperti da fonti rinnovabili.
Il Consiglio chiede inoltre che gli Stati membri possano rifiutare la connessione alla rete di inverter provenienti da fornitori ad alto rischio, e ha avviato il “Forum degli Inverter, dello Stoccaggio e dei Sistemi di Gestione dell’Energia”.
Trina Solar e Holosolis hanno firmato un accordo di cooperazione strategica in occasione del recente vertice franco-cinese, consolidando il ruolo del produttore cinese come partner chiave in un piano per la produzione di 5 GW di celle e pannelli solari all’anno.
Una parte integrante della facciata del 262 di Fifth Avenue, edificio progettato dallo studio Slce Architects, sarà coperta con vetro fotovoltaico prodotto dall’azienda spagnola Onyx. Nel progetto collabora anche l’azienda italiana Gualini, produttrice di facciate continue e telai metallici.
La scorsa settimana, l’amministratore fallimentare di GMB ha annunciato l’“inaspettato” fallimento di una soluzione di investimento, dopo che l’investitore interessato è stato costretto a ritirare il proprio impegno poiché, a quanto pare, non è riuscito a garantire il finanziamento necessario per l’acquisizione.
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