“Il traguardo raggiunto ad aprile fa parte di una tendenza più ampia e non è quindi una reazione all’attuale crisi energetica, ma giunge in un momento opportuno poiché la crescente produzione eolica e solare contribuisce a ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas per molti paesi colpiti dalla crisi”, ha scritto Ember.
“La tutela paesaggistica non può essere brandita come barriera insormontabile e preclusiva, ma deve essere bilanciata con l’interesse pubblico, di rango costituzionale ed eurounitario, alla transizione energetica”, ha spiegato Massimo Ragazzo, avvocato dello studio GSLex, a pv magazine Italia.
Per quanto riguarda la capacità annunciata, guida di gran lunga la Francia (113 GWh), seguita dalla Spagna (53 GWh). Per la capacità in costruzione guidano Ungheria (128 GWh), Spagna (120 GWh) e Regno Unito (40 GWh). L’Ungheria (87,5 GWh) e Polonia (86 GWh) guidano per “capacità operativa”.
“Si prevede che la linea di credito sarà utilizzata nei prossimi 18 mesi, fino a quando tutti i progetti non immetteranno energia elettrica nella rete”, ha detto la società a pv magazine Italia via email, aggiungendo che l’Italia è uno dei Paesi a cui sta guardando in ottica espansione e internazionalizzazione.
“Dalle misure nazionali ai programmi regionali, la transizione ecologica si consolida come driver centrale della finanza agevolata: il 40% delle pratiche gestite da Muffin riguarda progetti green”, scrive la piattaforma digitale europea specializzata nella gestione integrata del ciclo completo dei progetti di investimento.
Il mercato italiano è stato superato da quello britannico, con medie rispettivamente di 116,22 €/MWh e 119,33 €/MWh. Da mesi il mercato italiano era il più costoso tra i mercati analizzati da AleaSoft Energy Forecasting. Aumentati i futures sul petrolio e sul gas, cresciuta però anche la produzione fotovoltaica.
Lea Renergy ricorda che, il 29 ottobre 2025, ha presentato la prima manifestazione di interesse per l’acquisizione di Enertronica Santerno, società con 79 dipendenti.
“L’Europa ha bisogno di ingenti investimenti nello stoccaggio energetico per conseguire una reale indipendenza. Questo fabbisogno non potrà essere soddisfatto da una singola tecnologia né tanto meno dalla dipendenza da una singola area geografica. L’obiettivo è dunque costruire un’industria dello storage e un’infrastruttura di rete più ampia sotto il controllo dei Paesi occidentali. Un obiettivo strategico e ambizioso che richiederà tempo”, ha detto a pv magazine Italia Dario Bertagna, senior managing director e co-head of Clean Energy di Capital Dynamics.
Il progetto di Vizzini, per un investimento di oltre 200 milioni di euro, è rientrato nel Fer X transitorio. La società danese ha altri progetti per un totale di oltre 280 MW che godranno dei contratti per differenze.
“Vediamo che si sta creando però una divisione tra chi ha terreni adatti all’installazione di impianti agrivoltaici di media e grande taglia e chi, per ragioni vincolistiche non può: i primi sono chiaramente favorevoli mentre i secondi spesso manifestamente contro”, ha detto a pv magazine Italia Maurizio Pitzolu, fondatore dell’associazione Saper (Sardi per le rinnovabili).
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