Secondo i dati Pexapark, l’Italia è stato a gennaio 2026 il mercato PPA di gran lunga più importante in Europa, rappresentando oltre il 55% della capacità contrattuale a livello continentale.
“Le stime di investimento tra gli 8 e i 10 miliardi di euro confermano che l’Italia è attualmente il mercato più attraente in Europa. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’evoluzione tecnologica dei BESS: nel 2026 vedremo l’ascesa dei PPA evoluti”, Graziano Cucciolini, country manager di Prosolia Energy, ha detto a pv magazine Italia.
L’operazione è stata finanziata da Banco BPM in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger, Banca Finanziatrice, Banca Agente e da BPER Banca in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger e Banca Finanziatrice.
L’entrata in esercizio commerciale degli impianti è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Tra il 2024 e il 2025, la capacità installata delle batterie in Europa è aumentata da 10 GW a poco oltre 17 GW. Aurora si aspetta che la capacità delle batterie europee supererà gli 80 GW entro il 2030, prevedendo quindi una capacità media di oltre 12 GW per anno a livello continentale.
Il closing dell’operazione, previsto nel terzo trimestre del 2026, è subordinato ad alcune condizioni sospensive, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi.
All’inizio della prima settimana di febbraio, i prezzi nella maggior parte dei mercati europei dell’energia elettrica hanno registrato un calo e, nonostante una leggera ripresa nella seconda metà della settimana in alcuni casi, le medie settimanali sono diminuite rispetto alla settimana precedente. Ciononostante, i prezzi sono rimasti superiori a 100 €/MWh nella maggior parte dei mercati, ad eccezione di Portogallo, Spagna e Francia. I mercati italiano e francese hanno registrato livelli di produzione giornaliera di energia fotovoltaica che non si vedevano da novembre.
pv magazine Italia ha sentito Nicola Baldina, general manager di NUS Consulting Group, Pablo López de Rego Lage, country manager di Optimize Energy e Somesh Shah, manager nel dipartimento International Solar Business di Afry, per capire quali sono i fattori che fanno divergere così tanto i risultati delle aste indiane e italiane. Spoiler: una convergenza è possibile, ma le aste indiane dovrebbero continuare a portare a prezzi più bassi per questioni strutturali.
Mentre in Canada proseguono le ricerche per l’estrazione dell’idrogeno dal sottosuolo, Advait Greenergy ha firmato tre protocolli d’intesa. L’azienda non è l’unica realtà indiana a rafforzare la propria rete internazionale: InSolare Energy Limited (IEL) ha avviato una collaborazione strategica con la statunitense Versogen, mentre l’Indian Institute of Technology e l’Università di Cagliari portano avanti la loro ricerca congiunta sui sistemi energetici a idrogeno.
Senza la performance positiva della Sicilia, che registra un +81% in termini di potenza installata, il 2025 sarebbe stato un anno assolutamente negativo. Aumenta l’utility-scale, in frenata residenziale e C&I.
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