“Il rimborso delle tariffe di trasporto gas si tradurrebbe in una riduzione dell’offerta sul mercato elettrico delle centrali a gas. variabile a seconda dell’efficienza del singolo. Complessivamente, l’impatto di tale misura sul PUN medio annuo sarebbe di poco superiore a 6,3 €/MWh. Nel momento in cui si considera anche il rimborso dell’ETS, questo si tradurrebbe in un impatto complessivo sul PUN di circa 26,1 €/MWh. È importante sottolineare come la riduzione dell’offerta attesa da parte degli impianti a gas non si traduce in un impatto sul PUN della stessa entità, bensì minore – intorno all’80% – dal momento che il gas non determina il prezzo marginale in tutte le ore dell’anno”, Luca Urbanucci, senior analyst presso ICIS, ha spiegato a pv magazine Italia.
“L’Articolo 7 è probabilmente il più significativo. Il sistema attuale di accesso alla rete, dove si ottiene prima la soluzione di connessione e poi si procede con autorizzazioni e terreni, genera una massa enorme di richieste speculative che bloccano la capacità disponibile”, Patrizio Donati, fondatore di Terrawatt, ha detto a pv magazine Italia. “È un playbook politico collaudato”, aggiunge, parlando poi della strategia del governo.
Il mercato italiano è tornato ad essere il mercato più caro tra quelli analizzati da AleaSoft, dopo la settimana scorsa in cui è stato superato dal mercato nordico che ha registrato una media settimanale di 125,08 €/MWh, mentre in Italia era di 116,21 €/MWh. Il 22 febbraio il mercato italiano ha comunque raggiunto 86,34 €/MWh, il prezzo più basso dal 27 ottobre 2025.
Secondo i dati Pexapark, l’Italia è stato a gennaio 2026 il mercato PPA di gran lunga più importante in Europa, rappresentando oltre il 55% della capacità contrattuale a livello continentale.
“Le stime di investimento tra gli 8 e i 10 miliardi di euro confermano che l’Italia è attualmente il mercato più attraente in Europa. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’evoluzione tecnologica dei BESS: nel 2026 vedremo l’ascesa dei PPA evoluti”, Graziano Cucciolini, country manager di Prosolia Energy, ha detto a pv magazine Italia.
L’operazione è stata finanziata da Banco BPM in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger, Banca Finanziatrice, Banca Agente e da BPER Banca in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger e Banca Finanziatrice.
L’entrata in esercizio commerciale degli impianti è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Tra il 2024 e il 2025, la capacità installata delle batterie in Europa è aumentata da 10 GW a poco oltre 17 GW. Aurora si aspetta che la capacità delle batterie europee supererà gli 80 GW entro il 2030, prevedendo quindi una capacità media di oltre 12 GW per anno a livello continentale.
Il closing dell’operazione, previsto nel terzo trimestre del 2026, è subordinato ad alcune condizioni sospensive, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi.
All’inizio della prima settimana di febbraio, i prezzi nella maggior parte dei mercati europei dell’energia elettrica hanno registrato un calo e, nonostante una leggera ripresa nella seconda metà della settimana in alcuni casi, le medie settimanali sono diminuite rispetto alla settimana precedente. Ciononostante, i prezzi sono rimasti superiori a 100 €/MWh nella maggior parte dei mercati, ad eccezione di Portogallo, Spagna e Francia. I mercati italiano e francese hanno registrato livelli di produzione giornaliera di energia fotovoltaica che non si vedevano da novembre.
Presente sito utilizza I cookie per controllare anonimame il numero di visitatori. Per Maggiori Informazioni, Consultare La Nostra Política de Proteção de Dados.
The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.