Nel primo mese del 2026 prodotti +233 GWh di energia solare in Italia rispetto a gennaio 2025, ma rallenta la crescita del fotovoltaico in esercizio (-31%) e della capacità di accumulo (-54,1%)
Una nuova ricerca mostra che i sistemi agrovoltaici possono rimodellare il suolo, modificandone umidità, temperatura e attività microbica, creando microzone eterogenee sotto e tra i pannelli. Una progettazione e gestione oculata possono migliorare la salute del suolo e la resilienza delle colture, soprattutto in aree degradate o aride, anche se gli effetti a lungo termine restano ancora incerti.
Il progetto ospiterà coltivazione di foraggio. La società spiega inoltre a pv magazine Italia di contare 500 MW di progetti solari in fase di sviluppo nella penisola.
La società ha spiegato a pv magazine Italia che l’impianto soddisferà il 35% del fabbisogno energetico di Härta Group nello stabilimento aziendale di San Martino Buon Albergo (Verona)
Il nuovo Programma energetico pluriennale francese fissa un obiettivo di 48 GW di solare per il 2030 e prevede gare d’appalto per 2,9 GW entro il 2026. Secondo gli operatori settore, il quadro normativo ripristina una visione a medio termine per gli investimenti e sostiene i piani per la realizzazione di gigafactory.
pv magazine Italia ha intervistato Pierre Marouby, Country Manager di GreenYellow Italia, che ha realizzato di recente, in formula PPA, 450 kW di fotovoltaico per Italserramenti (Chiari – BS). Nell’articolo, la strategia Bess del gruppo e il ruolo dei PPA on-site per le PMI manifatturiere italiane.
Ricercatori svedesi hanno sviluppato una metodologia innovativa per ottimizzare i sistemi agrivoltaici in Europa, evidenziando come distanza tra i filari, tipo di impianto e orientamento dei pannelli debbano essere adattati al clima locale, alle colture e ai vincoli normativi.
I numeri dall’aggiornamento del portale Econnextion al 31 gennaio 2026. Salgono a 449 (+38) le istanze di connessione da parte di data center per 78,79 GW (+9,8 GW).
Il gruppo tedesco Ib vogt GmbH realizzerà un impianto da 263 MW tra le province di Enna e Catania, in Sicilia.
Scienziati brasiliani hanno sviluppato un modello di riferimento per l’agrivoltaico basato sulla pendenza del terreno, evidenziando che i siti con inclinazioni inferiori al 15% offrono il miglior equilibrio tra idoneità agricola e fattibilità tecnica. L’analisi, condotta su 30 studi, mostra che i terreni più ripidi possono comunque ospitare impianti fotovoltaici, ma richiedono progetti adattati, limitazioni sull’utilizzo del suolo, attenzione ai rischi di erosione e costi di installazione più elevati.
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