Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) dice che si farà parte attiva nel ricercare ulteriori risorse per le CER che non beneficeranno dei fondi PNRR, sia attraverso l’eventuale rifinanziamento della misura, sia tramite il ricorso ad altri piani di investimento nazionali o europei. Rimane che la priorità del Governo è non perdere fondi europei e installare una certa capacità attraverso le CER, non sostenere lo sviluppo del settore.
Al convegno Aias di Roma, ora in corso, Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di Missione PNRR del Mase, annuncia la soluzione negoziata con Bruxelles: un fondo dedicato consentirà ai 747 progetti selezionati di completare il percorso pur senza estendere le scadenze del Piano.
Gli investimenti dovranno essere riferiti alla nuova realizzazione o al potenziamento di impianti di potenza nominale compresa tra 10 kW e 1 MW
La dotazione finanziaria è scesa, come comunicato dal GSE venerdì, a 795,5 milioni di euro. “I progetti che, al termine dell’istruttoria, risulteranno valutati positivamente ma non ammessi per esaurimento della dotazione finanziaria aggiornata, saranno comunque considerati idonei ai fini di possibili scorrimenti, anche in relazione a successive ed eventuali integrazioni delle risorse disponibili”, scrive il GSE.
Linea Microimprese 2025 di Regione Lombardia offre contributi a fondo perduto fino al 50% per investimenti in efficienza energetica, tra cui impianti ad energia rinnovabile, accumulo e pompe di calore. Il bando, aperto dal 5 novembre 2025, copre spese ammissibili fino a € 50.000 per imprese con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo sotto i 2 milioni di euro.
“Lo Stato crea aspettative, mobilita migliaia di enti locali e imprese, e poi toglie le basi economiche su cui tutti stavano lavorando”, ha detto a pv magazine Italia Salvatore Midili, AD di Energyhub e referente regionale di Italia Solare per la Sicilia. “La comunicazione del Mase di drastica riduzione dei fondi a disposizione è stata come un fulmine a ciel sereno: non possiamo più garantire ai clienti la disponibilità dei fondi fino al termine non solo dell’istruttoria del GSE (che spessissimo sfora i 90 giorni promessi) ma anche della delibera del Ministero”, ha spiegato
Francesco Caponeri, avvocato dello Studio Legale Duranti & Associati, aggiungendo che le domande che verranno presentate dallo studio scenderanno da 8 MW a 3 MW. La Regione Umbria chiede al Governo di rivedere le proprie decisioni.
Il Comune di Fidenza ha confermato il cimitero come sede di un impianto fotovoltaico da 270 kW, finanziato con 400.000 euro dalla Fondazione Cariparma. È stato approvato anche il progetto per un impianto sul palazzetto dello sport, candidato a un bando ministeriale.
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Entro fine anno la stipula dei contratti. Nei primi mesi del 2026 sarà avviata la procedura competitiva per l’assegnazione degli obblighi di realizzazione degli impianti che dovranno essere completati entro 40 mesi dalla sottoscrizione.
“Il mio timore è che di questi circa 2 GW entro il 31.06.2026 ne vedremo installati sensibilmente meno, forse anche meno della metà, impantanati in beghe legali tra investitori, sviluppatori ed EPC”, ha detto Antonio Vecchiato, chief operating officer e direttore tecnico presso Green Sentinel Capital, a pv magazine Italia. Aggiunge poi quali potrebbero essere gli strumenti per ovviare ai non pochi problemi.
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