La tutela dei consumatori, compreso il settore industriale, dai picchi dei prezzi potrà comprendere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di locazione sociale, nonché la riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili, si legge nel comunicato stampa. L’esecutivo europeo ha anche presentato una raccomandazione per sostenere lo sviluppo dei PPA in Europa.
Prevista una disciplina transitoria che salvaguarda gli investimenti già avviati in base sia alla precedente normativa nazionale che regionale
“È chiaro che l’IAA debba stimolare nel tempo investimenti nella produzione di celle, ma riservare fin da subito gli incentivi a impianti fotovoltaici che adottano esclusivamente celle UE non farà nascere istantaneamente nuove fabbriche. Rischia piuttosto di premiare chi è già pronto, penalizzando chi oggi non ha ancora accesso a celle UE in misura sufficiente nel breve e medio periodo”, ha detto a pv magazine Italia Paolo Zucchetto, esperto del fotovoltaico italiano.
Il Piano energetico ambientale regionale (Pear) approvato il 21 aprile dal Consiglio regionale prevede di superare l’obiettivo di 1,06 GW fissato dal burden sharing per la regione
Le procedure anche per geotermia, biogas e biomasse
In una nuova rubrica mensile per pv magazine, il Becquerel Institute spiega perché le prospettive del settore manifatturiero solare europeo stanno passando da un quadro di declino a uno di caute opportunità, sulla scia della crescente incertezza energetica e di nuove normative come il Net-Zero Industry Act, che creano mercati frammentati e definiti a livello nazionale con una protezione parziale per i produttori locali. Sebbene la domanda e il sostegno politico siano solidi, la complessità, l’attuazione disomogenea e i rischi legati alla concorrenza fanno sì che il successo dipenderà dalla rapidità e dalla strategia con cui gli operatori del settore sapranno cogliere questa stretta finestra di opportunità.
La sentenza 657/2026 del TAR Sardegna annulla il diniego basato sulla legge regionale aree idonee e sulle norme urbanistiche agricole. La pronuncia rimarca che le etichette di “area non idonea” e le clausole urbanistiche agricole non possono più essere usate come strumenti automatici di blocco per gli impianti a terra, soprattutto dove la legge statale qualifica le aree come idonee ex lege.
La sentenza n. 28/2026 del TAR Molise chiarisce: anche in area vincolata e in centro storico, il diniego o la prescrizione limitativa della Soprintendenza non possono reggersi su formule generiche, ma devono essere sorretti da un’istruttoria concreta e da una motivazione puntuale. Inoltre, si puntualizza che nella valutazione paesaggistica non conta il punto di vista artificiale di un drone, ma quello di un normale pedone.
Con la sentenza 02855/2026 il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Regione Sardegna e del Comune di Sassari, confermando la decisione del Tar Sardegna favorevole ad Agrisun – assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani – per un impianto fotovoltaico a terra da 4,9 MW previsto ad Alta Nurra. Il Consiglio di Stato afferma che non è sufficiente richiamare il vincolo paesaggistico, ma è necessaria una valutazione concreta dell’impatto del progetto. Nel caso rientra anche la questione del silenzio-assenso tra amministrazioni.
Esame in Assemblea previsto nella seduta del 12 maggio
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