Con la sentenza 02855/2026 il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Regione Sardegna e del Comune di Sassari, confermando la decisione del Tar Sardegna favorevole ad Agrisun – assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani – per un impianto fotovoltaico a terra da 4,9 MW previsto ad Alta Nurra. Il Consiglio di Stato afferma che non è sufficiente richiamare il vincolo paesaggistico, ma è necessaria una valutazione concreta dell’impatto del progetto. Nel caso rientra anche la questione del silenzio-assenso tra amministrazioni.
Esame in Assemblea previsto nella seduta del 12 maggio
Nel complesso, il mercato italiano degli RtB rimane altamente competitivo e sempre più selettivo. La dispersione dei prezzi si è leggermente ridotta nel primo trimestre del 2026, con una ripresa della fascia bassa, trainata dalla scarsità di asset RtB di alta qualità e completamente autorizzati. Nel breve termine, i prezzi dovrebbero rimanere solidi per gli asset RtB di alta qualità, con una differenziazione sempre più marcata tra progetti premium e di qualità inferiore. I sistemi agrivoltaici più complessi o avanzati continuano ad attirare un entusiasmo relativamente minore rispetto ai progetti più semplici, aggiunge Carmen Izquierdo Serrano, AD di nTeaser, a pv magazine Italia.
Tra le previsioni: limite allo 0,8% della superficie agricola utilizzata (SAU) a livello regionale e del 2% per ogni Comune; escluso in aree agricole qualsiasi intervento che “non consenta il pieno ripristino della produttività”.
Sarà il nuovo “Tavolo energia” a definire le misure d’intervento. Prima riunione in programma settimana prossima
Relatori di maggioranza e opposizione evidenziano la necessità di rivedere alcuni passaggi, chi per trovare un equilibrio tra attività agricola e sviluppo energetico, chi per evitare situazioni distorsive tra province.
La sentenza 474 del 1°aprile 2026 riguarda un impianto da circa 5 MW in provincia di Brescia e chiarisce un punto cruciale per gli sviluppatori: ai fini della PAS non serve necessariamente un diritto reale sul fondo, se il titolo contrattuale attribuisce poteri concreti per portare avanti l’iter autorizzativo. I giudici ribadiscono inoltre che, trascorsi 30 giorni senza un diniego motivato, il titolo si perfeziona per silentium.
Il TAR Calabria ribadisce il favor ordinamentale verso le fonti rinnovabili e annulla con la sentenza 637/2026 la decadenza dell’autorizzazione unica (AU) per un parco eolico in provincia di Catanzaro. Inoltre, la pronuncia chiarisce che i lavori sono considerati avviati quando il progetto è partito anche solo attraverso atti, senza che l’opera abbia avuto fisicamente inizio.
In questo articolo per pv magazine Italia, Giovanni Giustiniani, Senior Permitting & Environmental Consultant di Nexta Capital Partners, passa in rassegna quelle che percepisce come le principali giurisprudenziali del mese di marzo.
“Al momento, vista la situazione di emergenza in cui ci troviamo, abbiamo sospeso l’obbligo di ottenere il permesso di costruzione e l’autorizzazione urbanistica. Pertanto, nei prossimi due mesi, gli impianti BESS potranno essere installati senza questi due permessi”, ha dichiarato Carolina Novac, segretaria di Stato presso il Ministero dell’Energia della Moldavia, a pv magazine Italia.
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