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Leggi & Atti

CER, Mase: obiettivo primario il raggiungimento della capacità installata, domande fino al 30 novembre

Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) dice che si farà parte attiva nel ricercare ulteriori risorse per le CER che non beneficeranno dei fondi PNRR, sia attraverso l’eventuale rifinanziamento della misura, sia tramite il ricorso ad altri piani di investimento nazionali o europei. Rimane che la priorità del Governo è non perdere fondi europei e installare una certa capacità attraverso le CER, non sostenere lo sviluppo del settore.

Correttivo Testo unico FER in vigore dall’11 dicembre

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 novembre il decreto legislativo n. 178/2025

Tagli a fondi PNRR per le CER, Italia Solare chiede guida operativa per completamento pratiche

“È essenziale spiegare come sia possibile che oltre 1,4 miliardi siano stati improvvisamente esclusi dal perimetro delle CER”, ha detto Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare.

Regione Umbria chiede collaborazione con amministrazioni locali contro DL 175/2025

“Le Regioni vengono così private di strumenti per il governo del territorio nell’installazione di grandi impianti agrivoltaici”, ha detto l’assessore all’ambiente e all’energia della Regione Umbria, Thomas De Luca, aggiungendo che solo il 4% dell’Umbria sarebbe individuabile come area idonea per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili ai sensi del DL 175/2025.

Sentenza 7164/2025 del TAR Campania, avvocati del ricorrente: sicurezza per banche e investitori da consolidamento del titolo autorizzativo

“È illegittimo un provvedimento del Comune interessato successivo a tale finestra temporale che contesti il progetto e il titolo autorizzativo così formatosi per ragioni, formali o sostanziali, rilevabili nei suddetti 30 giorni”, dicono a pv magazine Italia Rosaria Arancio, partner di GA-Alliance, e Giorgio Fraccastoro, fondatore dello studio Fraccastoro, parlando della sentenza del TAR Campania n. 7164 del 6 novembre 2025.

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DL Transizione 5.0 e aree idonee approda in Senato

Il decreto inizia l’iter parlamentare per la conversione in legge che dovrà avvenire entro il 20 gennaio 2026.

Dal 3 dicembre via alle domande per il bando fotovoltaico in autoconsumo nelle imprese del Sud

Gli investimenti dovranno essere riferiti alla nuova realizzazione o al potenziamento di impianti di potenza nominale compresa tra 10 kW e 1 MW

Fondi PNRR per le CER, GSE: richiesti 864,6 milioni di euro al 23 novembre 2025

La dotazione finanziaria è scesa, come comunicato dal GSE venerdì, a 795,5 milioni di euro. “I progetti che, al termine dell’istruttoria, risulteranno valutati positivamente ma non ammessi per esaurimento della dotazione finanziaria aggiornata, saranno comunque considerati idonei ai fini di possibili scorrimenti, anche in relazione a successive ed eventuali integrazioni delle risorse disponibili”, scrive il GSE. 

Definizione di agrivoltaico, Aias e Agrivoltaica: positiva, ma richiede ulteriori interventi

pv magazine Italia ha chiesto a Valeria Viti, partner presso PedersoliGattai, e Cristina Martorana, partner di Legance, di spiegare le conseguenze della nuova definizione di agrivoltaico e dei cambiamenti allo schema Transizione 5.0.

Fondi tagliati alle CER, la reazione di esperti e Regioni: segnale preoccupante, soprattutto per i developer

“Lo Stato crea aspettative, mobilita migliaia di enti locali e imprese, e poi toglie le basi economiche su cui tutti stavano lavorando”, ha detto a pv magazine Italia Salvatore Midili, AD di Energyhub e referente regionale di Italia Solare per la Sicilia. “La comunicazione del Mase di drastica riduzione dei fondi a disposizione è stata come un fulmine a ciel sereno: non possiamo più garantire ai clienti la disponibilità dei fondi fino al termine non solo dell’istruttoria del GSE (che spessissimo sfora i 90 giorni promessi) ma anche della delibera del Ministero”, ha spiegato
Francesco Caponeri, avvocato dello Studio Legale Duranti & Associati, aggiungendo che le domande che verranno presentate dallo studio scenderanno da 8 MW a 3 MW. La Regione Umbria chiede al Governo di rivedere le proprie decisioni.

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