Luca Marchisio, head of system strategy di Terna, sostiene che la prima asta Macse segna un salto in avanti di 15 anni rispetto alle curve di costo di Bloomberg, suggerendo che l’esercizio italiano è un modello di riferimento per l’intera industria globale, diminuendo di oltre il 20% il costo complessivo di integrazione del fotovoltaico.
“Spero che il meccanismo possa essere approvato entro il 2025. Siamo nella fase finale”, ha detto Alessandro Noce, direttore generale mercati e infrastrutture energetiche del Mase, aggiungendo che rimane comunque il rischio che venga poi approvato in via definitiva a inizio 2026. “Nel Fer X introdurremmo le regole del Net Zero Industry Act a regime”.
A supporto della realizzazione di una smart grid e per incrementare la quota di energia da fonti rinnovabili.
Per “circa 9 GW” è minore di 65 €/MWh. I dati GSE sulla prima asta
Iter articolato in 10 fasi con due momenti di consultazione
Il Mase ha formalizzato la rideterminazione e riallocazione delle risorse PNRR. A pv magazine Italia Silvia Martini Chiassai, presidente di Fondazione CER Italia, spiega che il taglio nasce dalla difficoltà di completare i progetti CER entro le scadenze europee e punta a evitare la perdita dei fondi. “In prospettiva, il rinvio della spesa e la gestione differita dei fondi tramite Cassa Depositi e Prestiti o Invitalia permetterebbe di ampliare i tempi e sostenere una reale transizione energetica dal basso”.
Settembre si è concluso con 15 pareri favorevoli per 806 MW di potenza complessiva
La società proponente, Diomede Srl, aveva presentato ricorso contro il giudizio negativo di compatibilità ambientale rilasciato dal ministero a novembre 2024.
Superfici e coperture di edifici, parcheggi, insediamenti produttivi esistenti o dismessi, discariche e cave cessate o abbandonate, spazi adiacenti alla rete autostradale e alle linee ferroviarie entro 300 metri, zone in cui ricadono impianti dedicati a comunità energetiche rinnovabili sono considerate aree idonee.
La mozione chiede alla Giunta di “adottare strumenti normativi regionali che impediscano, ora ed in futuro, analoghe occupazioni di suolo agricolo fertile per impianti fotovoltaici o altre infrastrutture incompatibili e a promuovere l’apertura di un tavolo di confronto permanente con sindacati, rappresentanti del settore agricolo, enti locali e altri soggetti interessati, per favorire un dialogo partecipato sulle scelte di utilizzo del territorio riguardanti le energie rinnovabili e la tutela del suolo agricolo”.
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