La crisi del gas seguita alla guerra in Ucraina ha reso evidente il costo della dipendenza dalle importazioni, accelerando l’interesse verso soluzioni capaci di coniugare decarbonizzazione, resilienza e competitività. Tuttavia, questo cambio di paradigma ha anche innalzato l’asticella per gli investimenti: oggi non bastano più annunci ambiziosi, ma servono una domanda concreta, dei contratti solidi e condizioni economiche sostenibili. In questo contesto, l’idrogeno si afferma come una scommessa strategica, ma sempre più selettiva. Lo spiega Antonio Delgado Rigal, CEO di AleaSoft Energy Forecasting, a pv magazine Italia.
Secondo la giunta sarda, la legge statale sulle aree idonee viola gli articoli 3, 4 e 14 dello Statuto speciale e comprime le competenze regionali in materia di pianificazione territoriale, governo del territorio e tutela del paesaggio. Il ricorso investe anche la disciplina dei beni pubblici dismessi, i poteri sostitutivi del Governo e le norme relative all’eolico offshore.
La giunta ha svolto il primo incontro coi territori propedeutico alla stesura del piano energetico regionale: attualmente in regione sono installati 1,66 GW di rinnovabili, previste semplificazioni per l’agrivoltaico
Lo schema prevede fino a 10 GW di potenza da rinnovabili installata al 2030, superando il burden sharing (6,3 GW)
Quattro decreti per impianti tra Lombardia, Puglia, Piemonte e Veneto. Enfinity Global realizzerà 130 MW a Rovigo
Ecco sostiene che la vulnerabilità ai prezzi, più che ai volumi, rischia di innescare risposte politiche controproducenti, “come la sospensione del meccanismo di scambio di emissioni ETS difesa dal Governo italiano ieri in Parlamento”.
Integrando mobilità sostenibile e produzione da rinnovabili, la Regione intende raggiungere già nel 2045 i target ambientali
Tra le aree aggiuntive individuate, rientrano le zone adiacenti ai centri di elaborazione dati, i siti nella disponibilità di università e parchi tecnologici, le aree retroportuali. Introdotte inoltre specifiche per garantire la realizzazione dei progetti e tutelare le aree agricole e il paesaggio.
Ieri è uscita l’ultima relazione speciale della Corte dei conti europea sulle comunità energetiche. Il report fotografa un potenziale enorme, ma ancora largamente inespresso e manda messaggi molto chiari a Bruxelles e agli Stati membri, Italia inclusa.
La Commissione vuole promuovere “una solida catena di approvvigionamento dell’UE”, considerandola necessaria per ridurre le dipendenze dalle importazioni e garantire l’autonomia strategica. Questi sembrano appunto i due obiettivi principali delle strategie presentate oggi al Parlamento europeo durante la Plenaria a Strasburgo.