La consultazione sul decreto FerZ mostra un settore più consapevole ma ancora diviso su aspetti chiave del nuovo meccanismo. A fronte di un apprezzamento generale per l’approccio sistemico e tecnologicamente neutrale, emergono criticità su Albo, certificati, gestione del rischio profilo e durata degli strumenti di copertura. I margini di modifica restano limitati dai vincoli europei, ma il recepimento delle osservazioni degli operatori sarà decisivo per garantire efficacia, partecipazione e fiducia nel nuovo schema incentivante. Lo spiegano a pv magazine Italia Michele Carli, senior associate, e Piero Viganò, partner di Advant Nctm.
L’introduzione del criterio della SAU sull’utilizzo delle aree agricole rappresenta il tentativo del legislatore statale di bilanciare l’esigenza di garantire la diffusione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con la tutela di preservare il suolo agricolo attraverso l’individuazione di un parametro di riferimento uniforme per tutto il territorio. Tuttavia, le prime proposte regionali, rilevano approcci differenziati.
Sei le valutazioni di impatto ambientale (VIA) positive, tra cui cinque determinate dal Consiglio dei ministri, e una negativa
Prevista una disciplina transitoria che salvaguarda gli investimenti già avviati in base sia alla precedente normativa nazionale che regionale
Il Piano energetico ambientale regionale (Pear) approvato il 21 aprile dal Consiglio regionale prevede di superare l’obiettivo di 1,06 GW fissato dal burden sharing per la regione
Il finanziamento copre il 100% per impianti in autoconsumo tra 3 e 6 kW di potenza
Esame in Assemblea previsto nella seduta del 12 maggio
Tra le previsioni: limite allo 0,8% della superficie agricola utilizzata (SAU) a livello regionale e del 2% per ogni Comune; escluso in aree agricole qualsiasi intervento che “non consenta il pieno ripristino della produttività”.
Sarà il nuovo “Tavolo energia” a definire le misure d’intervento. Prima riunione in programma settimana prossima
Relatori di maggioranza e opposizione evidenziano la necessità di rivedere alcuni passaggi, chi per trovare un equilibrio tra attività agricola e sviluppo energetico, chi per evitare situazioni distorsive tra province.
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