A pv magazine Italia Oxy Capital EOS Energia Olio Solare fa notare che “si parla poco di colture e reddito agricolo”. Con il DL 175/2025 l’agrivoltaico deve garantire almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) definita dal Crea, trasformando l’agricoltura in un vero driver di business. Nel modello Oxy EOS, oltre mille ulivi per ettaro, PLV fino a 4.000 euro/ha e un accordo trentennale con Olio Dante dimostrano che un impianto solare può stare in piedi grazie alla vendita dell’olio, non solo dell’energia.
A pv magazine Italia Bartolini e Lucchi, Co-Managing Director di Neoen, hanno parlato della strategia del gruppo francese nel mercato italiano con nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici, che portano il portafoglio totale nel nostro Paese a 211 MW. La pipeline dichiarata è invece di oltre 1,8 GW.
Una sentenza del Tar Marche ribalta il rinvio al Consiglio dei Ministri su un impianto agrivoltaico da 28 MW a Bellocchi (Fano), imponendo al Mase di chiudere la VIA entro un mese. pv magazine Italia ne ha parlato con Tep Renewables, azienda che ha fatto ricorso, e l’avvocato che l’ha assistita, Andrea Sticchi Damiani.
Una nuova ricerca dalla Francia evidenzia come l’altezza dei pannelli fotovoltaici possa influenzare in modo critico il flusso d’aria e l’evapotraspirazione nei sistemi agrovoltaici. Secondo lo studio, pannelli installati a meno di 3 metri di altezza possono modificare significativamente le condizioni microclimatiche, incidendo sulla crescita delle colture.
Uno studio quadriennale ha riveltao che i pannelli solari installati in un frutteto di pere australiano hanno ridotto i danni causati dal sole e dalla grandine, ma hanno anche ridotto la resa e alterato la colorazione dei frutti. I risultati della ricerca hanno anche evidenziato potenziale applicabilità dei dati rilevati ad altre colture frutticole come mele e ciliegie.
Una nuova ricerca mostra che i sistemi agrovoltaici possono rimodellare il suolo, modificandone umidità, temperatura e attività microbica, creando microzone eterogenee sotto e tra i pannelli. Una progettazione e gestione oculata possono migliorare la salute del suolo e la resilienza delle colture, soprattutto in aree degradate o aride, anche se gli effetti a lungo termine restano ancora incerti.
Ricercatori svedesi hanno sviluppato una metodologia innovativa per ottimizzare i sistemi agrivoltaici in Europa, evidenziando come distanza tra i filari, tipo di impianto e orientamento dei pannelli debbano essere adattati al clima locale, alle colture e ai vincoli normativi.
Uno sondaggio condotto nella regione spagnola di Murcia su 238 enoturisti ha rilevato un ampio sostegno all’agrivoltaico nei vigneti: il 94% degli intervistati si è dichiarato favorevole all’integrazione solare, e la maggior parte non ha percepito alcun conflitto con il paesaggio.
Uno studio internazionale evidenzia che il successo dei progetti agrovoltaici dipende da una progettazione olistica e su misura per ogni azienda agricola, che integri fin dall’inizio il layout fotovoltaico con la meccanizzazione agricola. Senza un corretto allineamento tra macchinari, colture e impianti fotovoltaici, gli impianti agrovoltaici rischiano di ridurre la superficie coltivabile, abbassare l’efficienza dei campi e aumentare i costi operativi, compromettendo la redditività delle aziende coinvolte.
Gli scienziati hanno coltivato lattuga romana biologica sotto 13 diversi tipi di moduli fotovoltaici, durante un’estate canadese insolitamente calda. La loro analisi ha mostrato che le rese di lattuga sono aumentate di oltre il 400% rispetto alle piante di controllo non ombreggiate.
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