Scienziati brasiliani hanno sviluppato un modello di riferimento per l’agrivoltaico basato sulla pendenza del terreno, evidenziando che i siti con inclinazioni inferiori al 15% offrono il miglior equilibrio tra idoneità agricola e fattibilità tecnica. L’analisi, condotta su 30 studi, mostra che i terreni più ripidi possono comunque ospitare impianti fotovoltaici, ma richiedono progetti adattati, limitazioni sull’utilizzo del suolo, attenzione ai rischi di erosione e costi di installazione più elevati.
Uno sondaggio condotto nella regione spagnola di Murcia su 238 enoturisti ha rilevato un ampio sostegno all’agrivoltaico nei vigneti: il 94% degli intervistati si è dichiarato favorevole all’integrazione solare, e la maggior parte non ha percepito alcun conflitto con il paesaggio.
Un gruppo di ricerca in Germania sostiene di aver rilevato che i costi dell’agrivoltaico, nella maggior parte dei casi, superano di gran lunga i benefici per l’agricoltura. Lo studio solleva dubbi sull’efficacia dei sussidi attuali e sottolinea la necessità di progettare sistemi più competitivi dal punto di vista economico.
Un recente studio dell’Università degli Studi di Firenze ha dimostrato che i sistemi agrovoltaici possono ridurre la resa delle patate fino al 15% rispetto alla coltivazione in piena luce. Tuttavia, un ombreggiamento moderato all’inizio della stagione della semina può contribuire a ritardare l’evaporazione dell’umidità del suolo, prolungando l’accumulo di biomassa e migliorando l’efficienza dell’uso dell’acqua.
Uno studio internazionale evidenzia che il successo dei progetti agrovoltaici dipende da una progettazione olistica e su misura per ogni azienda agricola, che integri fin dall’inizio il layout fotovoltaico con la meccanizzazione agricola. Senza un corretto allineamento tra macchinari, colture e impianti fotovoltaici, gli impianti agrovoltaici rischiano di ridurre la superficie coltivabile, abbassare l’efficienza dei campi e aumentare i costi operativi, compromettendo la redditività delle aziende coinvolte.
JMG Cranes, produttore di gru semoventi elettriche, avvia la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 1,3 MW con sistema di accumulo da 1 MWh presso il nuovo polo produttivo di Sarmato (Piacenza). L’infrastruttura sarà realizzata entro giugno 2026 e alimenterà il sistema di produzione di idrogeno verde alla base della futura Hydrogen Valley dell’azienda.
A Montemarciano (AN) l’impianto alimenterà una Comunità energetica rinnovabile (CER) promossa da Smart Energy Blockchain e realizzata con il partner tecnologico Senec Italia. Il payback stimato è pari a circa sei anni.
Avviati i lavori del progetto da oltre 100 MW promosso da EnValue e MSE Solar, con SMA Italia protagonista nella fornitura del sistema di conversione per il mega impianto fotovoltaico che si stima entrerà in esercizio entro il 2026 e che viene presentato dalle aziende come “il più grande del Nord Italia”.
A pv magazine Italia un portavoce del Porto di Ravenna ha spiegato che entro il mese in corso verrà avviato il progetto fotovoltaico, sostenuto dai fondi PNRR, per ridurre i consumi energetici dello scalo.
A pv magazine Italia , Helexia ha parlato del PPA relativo all’impianto a terra su area industriale inutilizzata in provincia di Torino, stipulato con l’azienda NTN Europe. Si stimano risparmi di oltre 3 milioni di euro in 15 anni.
Presente sito utilizza I cookie per controllare anonimame il numero di visitatori. Per Maggiori Informazioni, Consultare La Nostra Política de Proteção de Dados.
The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.