I ricercatori dell’Università della Corea hanno sviluppato un framework di apprendimento automatico che prevede l’efficienza delle celle solari in base alla qualità dei wafer, consentendo uno screening precoce dei wafer e percorsi di produzione ottimizzati. Utilizzando oltre 100.000 punti dati industriali, l’approccio combina modellazione predittiva, ottimizzazione dei processi e intelligenza artificiale spiegabile per supportare la produzione fotovoltaica.
Gli scienziati del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea hanno testato due moduli di perovskite a giunzione singola all’aperto per un anno e hanno riportato prestazioni complessivamente stabili, supportate da un nuovo metodo di precondizionamento basato sulla luce per migliorare l’affidabilità delle misurazioni. Mentre un modulo si è degradato in modo significativo, l’altro ha mantenuto un’efficienza relativamente stabile con variazioni stagionali, evidenziando la necessità di studi all’aperto a più lungo termine.
Il diamante diventa un elemento chiave per la realizzazione di convertitori solari in grado di operare in ambienti ad alta temperatura. Stiamo parlando della tecnologia Black Diamond, le cui prime celle solari sono state testate dal Cnr-Ism, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Grazie al meccanismo Pete, i dispositivi mantengono elevata efficienza anche in condizioni termiche estreme, aprendo nuove prospettive per l’integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico.
Ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW) hanno sviluppato un algoritmo di inseguimento “termicamente consapevole” che riduce la temperatura dei moduli solari e l’esposizione ai raggi UV durante le fasi di clipping dell’inverter e di curtailment, rallentando il degrado senza diminuire la potenza in uscita in corrente alternata (AC). Testata nel deserto di Atacama, in Cile, la strategia ha dimostrato di ridurre la temperatura dei moduli fino a 7,7 °C.
Gli scienziati hanno coltivato lattuga romana biologica sotto 13 diversi tipi di moduli fotovoltaici, durante un’estate canadese insolitamente calda. La loro analisi ha mostrato che le rese di lattuga sono aumentate di oltre il 400% rispetto alle piante di controllo non ombreggiate.
Scienziati statunitensi hanno utilizzato la teoria del funzionale della densità (DFT) per rivelare come gli ioni di sodio vengono immagazzinati negli anodi in carbonio nanoporoso delle batterie agli ioni di sodio, identificando due meccanismi di accumulo — ionico e metallico — all’interno dei pori. I risultati offrono linee guida pratiche di progettazione per migliorare la tensione, la sicurezza e la fattibilità commerciale di queste batterie destinate all’accumulo stazionario di energia.
Un team di ricerca internazionale ha sviluppato un nuovo strato intermedio (interlayer) di perovskite bidimensionale basato su una strategia di co-cristallizzazione per ottenere film di perovskite più robusti. La nuova soluzione ha dimostrato migliori prestazioni in celle solari a perovskite di piccola area e, in un modulo da 48 cm², ha mantenuto il 95% dell’efficienza iniziale dopo 5.000 ore.
Un gruppo di ricerca internazionale, che comprende anche il Politecnico di Milano, ha condotto una rassegna scientifica sulle strategie di ottimizzazione del costo livellato dell’energia (LCOE) basate sugli investimenti in conto capitale (CAPEX) per impianti fotovoltaici di grande scala. Dallo studio emergono tre aree chiave per la riduzione dei costi: l’ottimizzazione dei sistemi di inseguimento, l’aumento della tensione di sistema e la progettazione avanzata degli impianti.
Un gruppo di ricerca malese ha proposto nuovi concetti come cowvoltaics, sheepvoltaics, goatvoltaics, veggievoltaics, fruitvoltaics e fishvoltaics per definire meglio le diverse applicazioni del fotovoltaico nell’uso duale del suolo. La loro analisi individua quattro categorie principali: livestockvoltaics, crop-based agrivoltaics, aquavoltaics e zoovoltaics – e presenta diversi casi di studio imprenditoriali.
Una ricerca internazionale analizza lo stato attuale del fotovoltaico portatile e lo considera “soluzione sostenibile e rapidamente dispiegabile per fornire energia off-grid nelle aree colpite da disastri”. Nonostante il grande potenziale, lo studio evidenzia però diverse criticità: mancanza di standard condivisi, difficoltà di integrazione tra sistemi diversi, ma anche problemi logistici e culturali.
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