No fotovoltaico a terra a Porcari, il Sindaco: “Sì alle rinnovabili, ma non in ogni luogo”.

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Il primo giorno di dicembre, nel comune di Porcari (LU), in zona Forabosco, sono stati appesi cartelli agli alberi delimitanti il lotto di proprietà di una società agricola che vuole realizzare un impianto fotovoltaico da oltre 3 MW.

“Sul cartello era riportato il logo del Comune di Porcari senza aver avuto nessuna autorizzazione ad usarlo. E mai l’avrei concessa. Ho fatto quindi partire un formale atto di diffida, anche alla Procura della Repubblica, alla rimozione immediata dei cartelli e al divieto di utilizzo del logo del Comune”, ha pubblicato il Sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari, sui suoi canali social.
Il suo messaggio sottolinea la forte contrarietà all’installazione dell’impianto. “Faremo tutto il possibile per evitarlo”, ha precisato il primo cittadino di Porcari. Per entrare a fondo nella vicenda pv magazine Italia lo ha intervistato.
Leonardo Fornaciari, Sindaco di Porcari

Sindaco, perchè questa posizione così netta?
Il Comune di Porcari, che rappresento come sindaco pro tempore, si estende su un territorio di 17,9 chilometri quadrati e presenta aree di grande valore naturalistico. Lo spazio individuato dall’azienda agricola interessata a installare un grande impianto fotovoltaico in via Forabosco fa da cerniera, visiva ed ecosistemica, tra la collina e il lago.  La realizzazione dell’opera, che certo non contestiamo nella sua finalità di approvvigionamento energetico rinnovabile, andrebbe a spezzare un continuum verde e a deturpare, irrimediabilmente, i valori paesaggistici che quella porzione di territorio esprime.

Rispecchia anche il sentiment dei cittadini?
I cittadini di Porcari vivrebbero la realizzazione del grande impianto fotovoltaico a terra come un corpo estraneo e sono unanimi nella volontà di scongiurare l’inizio dei lavori. Quando parliamo di “‘paesaggio”, soprattutto in Toscana, Regione che per prima ha approvato un piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico, dobbiamo essere consapevoli che parliamo di un bene culturale, sintesi di ingegno umano e ambiente naturale, stratificato in secoli di civiltà, che ha raggiunto un suo equilibrio da tutelare e valorizzare. E per i cittadini che non riescono ad avere ben chiaro quanto sia grande e quale potrebbe essere l’impatto se venisse costruito, ho di recente postato un rendering dell’impianto.

Ce lo descrive?
Si vede perfettamente la via Forabosco, come si vede anche l’ex Fornace con il lago ora di proprietà del Comune. È evidente come l’impianto oltre ad “assediare” alcune abitazioni devasti e deturpi in modo irreparabile una intera zona dal punto di vista paesaggistico, spezzando il legame di territorio tra il lago e la collina. Sono tre ettari, pari a trentamila metri quadrati di terreno agricolo che sfornerebbero chilowattora anziché prodotti della terra.

No, agli impianti rinnovabili a priori?
Assolutamente no. In altre aree del territorio comunale sono già stati installati impianti rinnovabili, di proprietà privata e pubblica. Sul Comune di Porcari, infatti, sorge il polo cartario più importante d’Europa, tra i più all’avanguardia per l’approvvigionamento energetico, e a Porcari abbiamo già 2 grandi impianti fotovoltaici a terra quindi. Come si può ben vedere, “non abbiamo paura della macchina a vapore” perché viviamo quotidianamente immersi nella tecnologia più spinta avendo aziende player mondiali. Inoltre, le scuole pubbliche, la biblioteca, l’auditorium e il centro diurno anziani sono alimentate da pannelli fotovoltaici. In sintesi, dunque, la nostra attenzione agli obiettivi dell’Agenda 2030 è massima, purché per realizzarli non debba essere compromesso l’equilibrio paesaggistico del nostro territorio. Il mio pensiero è chiaro: sì alle rinnovabili, ma non in ogni luogo.

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