DL Agricoltura, commento dal Real Estate: poca chiarezza, ma esclude dal divieto tutte le aree idonee

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RINA Prime Value Services opera nei Real Estate Services, focalizzandosi nell’ambito della valutazione e della certificazione tecnico immobiliare, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Il suo Senior Director Energy, Alessio Pinzone ha inviato a pv magazine Italia il suo commento sulle ultime notizie del DL agricoltura, approvato con disposizioni per limitare l’uso del suolo agricolo.

“Il Decreto propone ancora il riferimento normativo all’art. 6-bis lettera b) del DL 28/2011 che di per sé potrebbe minare l’intento e l’efficacia stessa poiché così come è scritto si rivolgerebbe ad attività di revamping di impianti esistenti”.

Pinzone spiega che il DL introduce però alcune novità, in particolare elimina la dicitura dell’area agricola come “non idonea” ed esclude dal divieto tutte le aree idonee, anche quelle a 500 metri da impianti e stabilimenti, ma non da aree industriali, 300 etri da autostrade, cave e miniere cessate e aree nei sedimi aeroportuali/ferroviari, oltre a tutti i progetti connessi al PNRR.

 “Il divieto non riguarda inoltre i procedimenti con istanza già fatta per cui si applicano le regole passate. Inoltre, non c’è un richiamo specifico per gli impianti agrivoltaici a meno di quelli necessari per gli obiettivi del PNRR e quindi quelli del Decreto agrivoltaico. si tratta  a mio parere di una mancanza enorme nel DL poiché il richiamo non fornisce alcuna indicazione sulla possibilità o meno di installare agrivoltaico più o meno avanzato sulle aree agricole”.

L’esperto immobiliare, infine, sottolinea che non è chiaro cosa succeda alle aree a 3km da aree industriali. “Non si sa se si potrà utilizzare o meno la PAS, nonché da DL non si applicano più le solar belt a 500 metri dalle aree industriali (c-ter 1)”.

 

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