Prospettive solari per il primo semestre del 2026

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Secondo l’analisi dei data scientist di Solcast, la prima metà del 2026 si preannuncia con prospettive solari contrastanti a livello globale. Le previsioni stagionali di diverse agenzie meteorologiche suggeriscono un inizio difficile per il 2026 per gli operatori del settore solare in Europa, ma i primi segnali indicano un inizio estivo soleggiato, con una situazione opposta negli Stati Uniti, dove sono previste ampie anomalie negative per la maggior parte del territorio nel mese di febbraio, marzo e aprile, dopo un gennaio particolarmente intenso. Quasi tutte le previsioni indicano un primo semestre 2026 favorevole per l’Australia, con un gennaio particolarmente sereno e condizioni climatiche tipiche dell’estate, mentre la maggior parte dell’Asia dovrà affrontare condizioni più nuvolose del normale, con la Cina orientale che sembra poter beneficiare di condizioni climatiche favorevoli. La variabilità ENSO aggiunge ulteriore complessità, con condizioni neutre previste all’inizio dell’anno prima di un possibile passaggio a El Niño nella seconda parte del 2026.

L’Australia orientale e gran parte della Cina risultano chiaramente vincitrici nelle previsioni d’insieme. Entrambe le regioni dovrebbero godere di condizioni più soleggiate del normale per gran parte dei primi sei mesi, offrendo un ottimo inizio per gli operatori del settore solare. In Australia, il consenso tra i modelli è insolitamente alto, con quasi tutti i mesi che tendono ad essere più luminosi della media. L’eccezione è aprile, che secondo le previsioni porterà nuvolosità diffusa in tutto il continente. Nel frattempo, la Cina orientale dovrebbe registrare un irraggiamento costantemente elevato, in netto contrasto con il resto dell’Asia, dove le previsioni suggeriscono un irraggiamento inferiore alla media per la prima metà dell’anno. In Indonesia, alcune regioni dovrebbero registrare mesi nella media o superiori alla media, ma per il resto della maggior parte dell’Asia orientale, in particolare Vietnam, Thailandia, Filippine e India, sono previste anomalie negative comprese tra -1 e -5% per ogni mese fino a giugno.

In tutto il continente americano, le condizioni variano notevolmente a seconda della regione e della stagione. Il Nord America inizia l’anno con ottimi risultati, in particolare a gennaio, anche se la regione nord-occidentale del Pacifico si discosta dalla tendenza generale con cieli più nuvolosi. Si prevede che la California eviterà la copertura nuvolosa più intensa prevista altrove, mantenendo condizioni relativamente favorevoli. Entro la metà dell’anno, con l’avvicinarsi della stagione di picco della produzione solare, si prevede che il sud degli Stati Uniti e il Messico orientale supereranno le medie stagionali, con la tarda primavera e l’inizio dell’estate che contribuiranno ai guadagni. Questo, insieme all’aumento della capacità rispetto all’anno precedente, rende certo che ogni rete registrerà nuovi record solari durante tutto l’anno. Anche l’America centrale e gran parte dell’Argentina e del Brasile orientale figurano tra le regioni che potrebbero registrare un irraggiamento superiore alla media all’inizio dell’anno.

Il Nord Africa e alcune zone dell’Europa orientale condividono prospettive meno favorevoli, con una copertura nuvolosa persistente che limita l’irraggiamento. Altrove, l’affidabilità delle previsioni è inferiore, riflettendo il disaccordo tra i modelli e l’influenza delle condizioni ENSO in evoluzione. Il Sud America sembra destinato a un gennaio nuvoloso in tutta l’Amazzonia e nel Nord del Brasile, prima di stabilizzarsi in condizioni neutre o leggermente positive per la maggior parte del continente.

Solcast produce questi dati monitorando le nuvole e gli aerosol con una risoluzione di 1-2 km a livello globale, utilizzando dati satellitari e algoritmi proprietari di IA/ML. Questi dati vengono utilizzati per alimentare modelli di irraggiamento, consentendo a Solcast di calcolare l’irraggiamento ad alta risoluzione, con un errore tipico inferiore al 2%, e anche previsioni di monitoraggio delle nuvole. Questi dati sono utilizzati da oltre 350 aziende che gestiscono oltre 300 GW di impianti solari a livello globale.

 

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