I tetti urbani offrono spazi multifunzionali ancora inutilizzati per azioni climatiche. Tuttavia, la loro valutazione si limita spesso ad approcci basati su una singola tecnologia, trascurando le prospettive integrate, che prendono in considerazione sia la mitigazione che l’adattamento. Un miglior uso delle coperture è il motivo che ha portato quattro ricercatori dell’Università di Padova a lavorare al modello «Rooftops for Equity and Sustainability» (RT4ES), presentato in un paper pubblicato di recente sulla rivista Urban Climate.
“I risultati mostrano che i tetti idonei spesso supportano interventi multipli piuttosto che un unico sistema esclusivo, con i sistemi fotovoltaici che presentano la più ampia applicabilità (11,93 km² su 30.372 tetti), seguiti dai sistemi di gestione dell’acqua piovana (7,25 km²), mentre i sistemi di gestione integrata delle risorse idriche e i giardini pensili rimangono più dipendenti dal contesto. Nel complesso, i tetti vegetati potrebbero aumentare la copertura verde urbana dal 56% al 67%, e il potenziale di generazione stimato dei sistemi fotovoltaici (0,47 TWh/anno) supera l’attuale domanda di elettricità residenziale”, si legge nel paper “Equity-oriented GIS-MCDA mapping of urban rooftops for green roofs and photovoltaic systems: competition and synergies in Padua, Italy“.
Utilizzando dati spaziali ad accesso libero, RT4ES valuta la fattibilità di tetti verdi estensivi e intensivi, giardini pensili e impianti fotovoltaici, integrando indici di vulnerabilità socio-economica e ambientale, spiegano i ricercatori. Il modello RT4ES parte dalle caratteristiche fisiche dei tetti (pendenza, superficie e destinazione d’uso dell’edificio).
“Applicato a Padova (Italia), il modello identifica 11,67 km² di tetti netti idonei su 29.493 edifici, evidenziando le aree orientali, nord-orientali e centrali dove fattibilità e vulnerabilità convergono. L’opportunità complessiva di rinverdimento dei tetti produce circa 10,94 km² di superfici vegetate aggiuntive, che corrispondono al 20,95% dello stock di spazi verdi inventariato a terra. Per quanto riguarda il potenziale fotovoltaico sui tetti, questo produce circa il 302% del consumo elettrico delle famiglie del comune”, hanno scritto i ricercatori nel paper.
I risultati indicano che l’installazione separata o combinata di tetti verdi e impianti fotovoltaici migliora sia l’efficienza energetica che i servizi ecosistemici. RT4ES riorienta così le priorità verso quartieri compatti e svantaggiati. Nel caso di Padova, rileva infatti una correlazione tra vulnerabilità sociale, mancanza di copertura vegetale ed esposizione al solo.
“Questo strumento open source e replicabile favorisce una progettazione equa e multifunzionale dei tetti, in linea con i quadri normativi locali e internazionali”, scrivono i ricercatori, sottolineando anche l’importanza degli indicatori demografici quali la densità familiare per permettere al modello RT4ES di orientare investimenti così da migliorare sia la resilienza urbana che l’equità sociale.
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