pv magazine Italia ha sentito Antonio Cammisecra, AD di ContourGlobal, per capire il punto di vista della società britannica controllata da KKR sul DL Bollette. Cammisecra chiede una regolazione che favorisca consorzi di acquisto per PPA, un ripensamento del governo sul decreto. Chiede anche una pianificazione pluriennale delle aste. ContourGlobal fa parte di un gruppo di 12 IPP che ha pubblicato giovedì scorso su alcuni quotidiani nazionali una lettera aperta sul Decreto Bollette.
Come percepite in generale il DL Bollette?
Il decreto affronta alcuni aspetti di breve periodo (ETS, formazione del prezzo), ma non risolve i nodi strutturali: alta dipendenza da generazione fossile ed esposizione alla volatilità dei prezzi del gas e della geopolitica instabile di paesi terzi. Per ridurre strutturalmente il costo dell’energia in Italia servono rinnovabili, accumuli e regole adeguate.
Alcune misure, se non rimodulate, indeboliscono l’interesse degli investitori e rischiano di rallentare i nuovi investimenti in rinnovabili e accumuli che sono proprio quelli che fanno scendere i prezzi in modo strutturale nel breve termine. Auspichiamo un indirizzo chiaro e coordinato (Mase, Mimit, PCM) e una pianificazione pluriennale di aste FER e BESS coerente con Pniec/Pnrr.
Perché vi siete uniti e non avete proceduto attraverso associazioni?
Le 12 aziende firmatarie (Absolute Energy, BW ESS, ContourGlobal, Encavis, Green Go, Matrix Renewables, Nadara, OX2, Recurrent Energy, Sphera Energy, Sonnedix, Zelestra Italia) rappresentano operatori e investitori indipendenti impegnati nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile e sistemi di accumulo. Ci siamo uniti spontaneamente per portare rapidamente quattro proposte operative condivise—calendario pluriennale aste FER/BESS, estensione Macse a tutto il territorio nazionale, sviluppo dei PPA di mercato accessibili anche alle PMI con possibile ruolo di supporto del GSE, e allocazione del costo dell’ETS in modo proporzionale alle emissioni effettive delle singole forniture. Questa iniziativa, complementare al lavoro che individualmente ciascuna azienda porta avanti nelle associazioni di cui fanno parte in Italia e a livello europeo, serve anche a far percepire al sistema il peso relativo dei produttori indipendenti. Manteniamo dialogo costruttivo con tutti e siamo impegnati a veicolare proposte concrete per sbloccare investimenti immediati in nuove rinnovabili e accumuli. Crediamo che una riduzione strutturale dei costi energetici, ottenibile attraverso maggiori investimenti in rinnovabili e sistemi di accumulo, sia la leva principale per rendere il sistema energetico più stabile e meno esposto alla volatilità dei combustibili fossili importati. Le recenti aste dimostrano che queste tecnologie sono già oggi competitive e in grado di mobilitare ingenti capitali privati. Un quadro regolatorio stabile che favorisca tali investimenti stimolerebbe la domanda elettrica e l’elettrificazione dei consumi, rafforzando al contempo la competitività del sistema industriale nazionale ed europeo, lo sviluppo della filiera industriale e l’indipendenza energetica del Paese.
Come percepite la parte del DL Bollette sui PPA? Quale potrebbe/dovrebbe essere il ruolo del GSE?
I PPA sono lo strumento bilaterale e flessibile più efficace per stabilizzare i prezzi e accelerare nuova capacità; la posizione che proponiamo è di una regolazione che favorisca consorzi di acquisto (incluso PMI), senza obblighi, e consenta al GSE di facilitare l’accesso delle PMI alle gare come domanda aggiuntiva e di agire da garante di ultima istanza su profili mirati per rafforzare la bancabilità dei progetti. Crediamo che sia necessario diffondere una cultura di elettrificazione di consumi industriali e di acquisto di energia attraverso strumenti che consentano alle aziende prezzi competitivi e stabili nel tempo. I PPA sono nel mondo uno degli strumenti cardine per la fattibilità degli investimenti in nuova capacità. Dal punto di vista del consumatore sono il principale metodo per stabilizzare il prezzo a lungo termine con grande beneficio per l’economia e la sicurezza nazionale. Da notare che in Europa – senza scomodare gli USA – e in molti altri altri Paesi, lo strumento del PPA è già molto diffuso.
Quale il ruolo del residenziale per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia anche in funzione del DL Bollette?
La posizione del gruppo di aziende che firma questa lettera si concentra sullo sviluppo di impianti ed investimenti di taglia industriale. Come ContourGlobal, crediamo che il fotovoltaico residenziale sia una soluzione importante per l’elettrificazione dei consumi e per la resilienza del sistema. Su questo l’Italia ha già fatto molto in passato con strumenti di incentivazione anche troppo generosi.
Ieri il ministro dell’Energia italiano ha detto che il carbone è una risorsa strategica per il Paese. Voi come percepite la velocità di questa transizione energetica in generale?
Da una parte non sono d’accordo perché se avessimo fatto il lavoro strutturale sulle rinnovabili oggi non parleremmo del carbone come una risorsa strategica. Dall’altra parte comprendiamo l’esigenza del Governo di garantire sicurezza e flessibilità nel breve periodo. Tuttavia, la strada più rapida ed economicamente sostenibile per stabilizzare i prezzi dell’energia e rafforzare l’indipendenza energetica del Paese è accelerare lo sviluppo di rinnovabili e sistemi di accumulo. Le aste FER e Macse dimostrano già oggi che queste tecnologie sono competitive, attraggono capitali privati e riducono l’esposizione alla volatilità dei combustibili fossili e alle importazioni. Per questo riteniamo che la priorità debba essere dare certezza agli investimenti, con una pianificazione pluriennale, regole stabili e preservare la neutralità tecnologica nel Capacity Market. Solo così la transizione può procedere con la velocità di cui il sistema energetico italiano ha bisogno.
Chiedete che il Macse sia esteso a tutto il Paese. Lo trovate verosimile a livello politico?
Non è una questione politica, bensì tecnica. Lo strumento principale finora utilizzato per garantire adeguatezza e flessibilità del sistema era il Capacity Market. Tuttavia, alcuni aspetti del decreto bollette rischiano di penalizzare le batterie, escludendo di fatto la partecipazione dello storage a questo mercato. Le nuove regole proposte da Terna per il Capacity Market, attraverso la definizione dei coefficienti di derating (ossia i parametri che determinano quanta capacità di un impianto viene considerata effettivamente disponibile ai fini del mercato della capacità), attribuirebbero agli impianti a gas un valore di capacità relativamente più elevato rispetto agli accumuli. È per questo che chiediamo di estendere il Macse anche al Nord: perché lo strumento alternativo al Macse, cioè il Capacity Market, rischia di non funzionare più per le batterie se non viene preservata la neutralità tecnologica. Se non si interviene in questa direzione, la conseguenza è piuttosto semplice: al Nord non si faranno nuovi sistemi di accumulo, proprio nell’area del Paese dove la flessibilità di rete sarà sempre più necessaria per accompagnare l’aumento della domanda elettrica, lo sviluppo delle rinnovabili e garantire al contempo la sicurezza del sistema.
In generale, quale il ruolo dell’ETS per supportare lo sviluppo di asset fotovoltaici, ma anche lo sviluppo della supply chain?
Nessuno. Da questo punto di vista per me ETS è stato un fallimento perché soltanto il 9% circa dei proventi generati da ETS sono finiti a finanziare la transizione. Quindi, il maggior prezzo di energia determinato dal meccanismo ETS non ha generato nessuna decisione significativa di investimento in nuova capacità né ha indotto i grandi consumatori a stipulare PPA. Come aziende firmatarie della lettera, condividiamo l’intento di ridurre l’impatto del costo della CO₂ sui prezzi dell’energia e di correggere alcune distorsioni del meccanismo di formazione del prezzo marginale. Va però evitata una redistribuzione indistinta del costo ETS su tutti i clienti che penalizzi anche chi compra rinnovabile.
Altre considerazioni?
Gli operatori privati che firmano questa lettera sono pronti a sostenere investimenti rilevanti in nuova capacità rinnovabile e di accumulo. Io sottolineerei che questo avviene senza necessità alcuna di incentivi economici, perché le rinnovabili sono oggi la fonte più economica di energia, oltre che essere 100% italiana. Quello che chiediamo è un programma definito di aste per i prossimi tre, cinque anni con auspicabilmente un minimo di 10 GW/anno di nuova capacità più accumuli, e stabilità delle regole. Gli investitori nelle nuove rinnovabili non cercano rendite né prezzi elevati: chiedono però condizioni chiare e certe che consentano di salvaguardare gli investimenti sostenuti sino ad oggi e permettano di continuare ad investire per ridurre strutturalmente il costo dell’energia di domani.
I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.






Inviando questo modulo consenti a pv magazine di usare i tuoi dati allo scopo di pubblicare il tuo commento.
I tuoi dati personali saranno comunicati o altrimenti trasmessi a terzi al fine di filtrare gli spam o se ciò è necessario per la manutenzione tecnica del sito. Qualsiasi altro trasferimento a terzi non avrà luogo a meno che non sia giustificato sulla base delle norme di protezione dei dati vigenti o se pv magazine ha l’obbligo legale di effettuarlo.
Hai la possibilità di revocare questo consenso in qualsiasi momento con effetto futuro, nel qual caso i tuoi dati personali saranno cancellati immediatamente. Altrimenti, i tuoi dati saranno cancellati quando pv magazine ha elaborato la tua richiesta o se lo scopo della conservazione dei dati è stato raggiunto.
Ulteriori informazioni sulla privacy dei dati personali sono disponibili nella nostra Politica di protezione dei dati personali.