Smaltimento pannelli, il Consiglio di Stato cambia le regole: necessaria collaborazione consorzi-GSE

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pv magazine Italia ha parlato con Mauro Zilio, direttore commerciale del consorzio e-cycle, sulla sentenza del Consiglio di Stato relativa alla determinazione della quota per lo smaltimento dei panelli fotovoltaici, sul ruolo delle materie prime per l’industria europea in un momento di grande volatilità, sugli investimenti in Intelligenza Artificiale per il riciclo e sulla strategia commerciale di Alderian e e-cycle.

Se non sbaglio ci sono state novità dal Consiglio di Stato sulle istruzioni operative e in generali sulle regole sullo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Voi avete insomma proposto ricorso. Rimane ora il valore di trattenuta del GSE di 10 euro per modulo fotovoltaico a garanzia delle operazioni di smaltimento? O cosa succederà ora?

Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondate le motivazioni alla base del nostro appello contro la decisione del GSE di rimodulare l’importo della trattenuta pari a 10 euro a pannello da depositare nei Trust dei Consorzi in quanto, leggo dalla sentenza, “non risulta dimostrato in giudizio che il GSE abbia svolto una adeguata istruttoria al fine di determinare il costo delle attività di smontaggio di pannelli fotovoltaici a fine vita, soprattutto alla luce dell’identità della quota per i RAEE fotovoltaici rispetto alle precedenti Istruzioni operative in cui lo smontaggio era espressamente escluso, nonché in considerazione dell’assenza di qualsiasi dato in merito al costo di smontaggio dei pannelli da parte dei sistemi collettivi interpellati.” Il GSE ora dovrà collaborare maggiormente con i Consorzi al fine di dare il giusto valore delle operazioni di trattamento dei RAEE fotovoltaici , magari spronando il Governo a dare maggiore attenzione ai troppo bassi contributi ambientali che vengono ora versati per i nuovi moduli immessi nel mercato italiano.

In questo momento avvertite un maggior interesse per il vostro lavoro considerando la volatilità dei mercati delle materie prime, anche in funzione delle tensioni geopolitiche attuali?

Abbiamo da poco partecipato a Key Energy – The Energy Transition Expo e devo dire che l’interesse è davvero notevole, sia per le materie prime che si possono ottenere dal trattamento dei moduli fotovoltaici sia per i nuovi materiali che si ottengono a valle della lavorazione delle pale eoliche dismesse. Abbiamo portato il focus dell’attenzione del mercato a valle degli impianti di trattamento perché, con le opportune tecnologie ormai consolidate, si possono ottenere materie prime preziose: vetro, rame, argento, silicio e polimeri plastici, vere e proprie risorse strategiche per le nostre economie in un momento storico dove la circolarità ambientale comincia ad essere sentita in tutti i settori merceologici. Ad oggi stiamo parlando sia con le principali utilities che hanno trovato in noi un partner affidabile e competente, sia con fondi e O&M toccati quotidianamente dalla problematica del trattamento fine vita dei moduli di impianti oggetto di revamping o repowering.

Avvertite un interesse in crescita per l’argento che recuperate? Con quanti player state parlando?

L’interesse è in crescita, dalla polvere di silicio si possono ottenere anche materie prime di un certo valore come l’argento. Per ora l’interesse al suo acquisto arriva principalmente dall’estero, ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia per il suo utilizzo in ambito automotive.

Quali sono i contratti di vendita che prevedete? Ogni quanto ha senso pensare a una revisione?

Le materie prime seconde ottenute dalla delaminazione del modulo fotovoltaico sono vendute nel mercato delle materie prime, tenendo conto del grado di purezza e del prezzo che viene stabilito nei principali mercati internazionali. Il materiale composito che si ottiene dalla lavorazione delle pale eoliche è invece immesso nel settore dell’edilizia, in quanto più di uno studio lo ritiene un materiale dalle ottime proprietà meccaniche se affiancato ai materiali tradizionali nel settore delle costruzioni, sia civili che industriali.

Potreste spiegare la capacità di stoccaggio istantaneo del vostro impianto? In relazione ad altri impianti come si posiziona? A Rimini mi avete spiegato che il vostro impianto di Teramo è il più grande al mondo. Giusto? Potete spiegare per esempio qual è il secondo player e quale la sua capacità?

Confermo, l’attuale impianto che si chiama Neora ed ha sede a Teramo è l’impianto di trattamento del fine vita di moduli fotovoltaici già operativo tra i più grandi e tecnologici a livello mondiale essendo esso dotato di robot con IA integrata per il riconoscimento e lo smontaggio dei moduli fotovoltaici. Altri impianti di trattamento a livello europeo e nazionale non hanno alcuna dotazione IA e hanno stoccaggi istantanei più limitati, aspetto che invece ai grossi player interessa per la dismissione veloce degli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni.

Quale la vostra capacità annuale?

La nostra annuale capacità di trattamento ammonta a 78.000 tonnellate di rifiuti RAEE, 9.000 tonnellate di batterie e accumulatori, 500.000 pannelli fotovoltaici e 5.000 tonnellate di pale eoliche. Lo stoccaggio istantaneo in entrata è pari a circa 150.000 moduli fotovoltaici.

Quali le fasi del riciclo?

All’impianto arrivano moduli destinati ad essere lavorati per ottenerne materia prima seconda, per cui la selezione destinata ai moduli funzionanti è operata a monte, per noi presso l’impianto di Bassano del Grappa tramite l’azienda del gruppo Yourecycle. Nell’impianto di Teramo il modulo invece viene scorniciato, smembrato dalla scatola di giunzione e delaminato, ovvero trattato meccanicamente per togliere ogni singolo strato cui il modulo è composto. A valle di questa fase si ottengono il vetro, il silicio, il rame e la plastica, oltre all’alluminio proveniente dalle cornici.

Potreste spiegare quali sono le componenti dell’impianto? Quanti robot per linea?

Ogni linea di produzione è costituita da più componenti, per la maggior parte automatizzate. Vi è il robot incaricato di movimentare il modulo posizionandolo nella posizione corretta per poi far intervenire un robot per lo stacco della junction box, vi è la macchina che toglie le cornici in alluminio, vi è la tagliatrice che riduce il pannello in dimensioni standard in modo da poter affrontare la fase successiva che prevede la delaminazione del vetro dalle celle, dal ribbon e dal tedlar, la parte posteriore in plastica. Ogni materiale è così trattato con specifiche macchine in modo da aumentarne il grado di purezza alla fine del ciclo di recupero.

State lavorando, come tanti nella filiera, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale per il fine vita. Quali le complessità per addestrare l’Intelligenza artificiale?

La stiamo già impiegando. Abbiamo addestrato il robot a riconoscere la posizione della scatola di giunzione con migliaia di moduli di marche diverse. Questo permette al robot di efficientare il percorso necessario per completare l’operazione di stacco e stoccaggio del componente, diversi per ogni produttore modulo, dimensione e tipologia. Stiamo continuando ad addestrare i robot anche nelle altre fasi di lavorazione in modo da rendere il processo ancora più efficiente e ottenere sempre più velocemente la materia prima seconda.

Quali gli investimenti per l’Intelligenza artificiale?

Per ora gli investimenti maggiori sono andati nella fase di riconoscimento del tipo di modulo e della posizione della scatola di giunzione. Anche le altre fasi ne beneficeranno a breve.

In quanto dovrebbe essere ammortizzata?

Ad oggi riusciremo a rientrare dell’investimento in meno di un anno grazie alla maggiore efficienza e al ridotto intervento degli operatori durante le lavorazioni.

L’intelligenza artificiale lavora quindi anche di notte? Quali le attività svolte di notte?

Certo, la tecnologia è connessa 24/7 per cui è direttamente legata alle attività svolte dal robot, sia di giorno che di notte.

Quando vi aspettate che i processi saranno completamente ottimizzati? A quel punto quale sarebbe il risparmio? Soprattutto lato personale?

Ci siamo dati un anno per ottimizzare il processo produttivo, abbiamo stimato in un risparmio del 30% sui costi di gestione. Sul lato del personale, il contenimento degli operatori è abbondantemente compensato dalle assunzioni con expertise tecnico e commerciale.

Quale il ruolo dei bandi per supportare le vostre attività?

Sicuramente i bandi europei e nazionali hanno una funzione fondamentale se vogliamo completare la filiera del fotovoltaico. Penso per esempio a REpowerEU che ha un fine condivisibile di ripristinare la filiera fotovoltaica in Europa, ma potrebbe concentrare maggiori risorse anche sulla parte del riciclo dei moduli. Perché non diventare l’hub mondiale del riciclo delle tecnologie rinnovabili ottenendo materie prime senza aprire nuove miniere e/o sfruttare le esistenti?

Quale la percentuale del pannello viene riciclato in termini di peso? E quanto in termini di valore delle materie prime?

In termini di perso parliamo ormai del 98%, a tendere stiamo andando verso il 99% grazie alla maggiore efficienza delle lavorazioni. In termini di valore sul modulo, siamo ad oggi ad una percentuale pari al 99%.

Come userete l’argento? Lo venderete soltanto o state pensando anche a stoccarlo per rivenderlo in un secondo momento? Dove sarà lo stoccaggio?

Diciamo che questa decisione avverrà quando sarà più chiaro il livello di prezzo che tale materiale manterrà nei prossimi mesi. La borsa dei metalli è discontinua e quindi l’approccio deve essere tipicamente finanziario.

Ora che Arrigoni non è più presidente del GSE, aumenterete la collaborazione con lui? A cosa
state lavorando in questo momento?

Preferisco non rispondere.

Potete spiegare la struttura del vostro gruppo? Quale sono i soggetti coinvolti? I consorzi? E poi?

Alderian è la capogruppo di varie società, tra cui Yourecycle che opera nel settore del trattamento del fine vita dei moduli fotovoltaici, dei RAEE e delle pale eoliche. Un discorso a parte è E-cycle, il primo consorzio nato con la finalità esclusiva di offrire soluzioni professionali integrate per la gestione dei rifiuti da AEE con particolare focus sul fine vita dei pannelli solari e per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori.

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