Solo il 2,9% delle aziende agricole produce energia, anche se il 33,5% è compatibile – ricercatori

Share

Quattro ricercatori, di cui tre dell’Università della Tuscia, hanno dimostrato che gli investimenti nel solare rappresentano una scelta energetica strategica per la trasformazione del sistema alimentare, evidenziando che le aziende agricole che adottano il fotovoltaico presentano caratteristiche strutturali distintive che incidono sull’efficienza dell’uso del suolo e sulla produttività del lavoro.

“Sulla base di 167.081 osservazioni Fadn [Farm Accountancy Data Network]-Rica [Rete Italiana di Contabilità Agricola] nel periodo compreso tra il 2008 e il 2023, solo il 2,9% delle aziende agricole professionali produce attualmente energia solare, mentre il 33,5% presenta caratteristiche strutturali compatibili con l’adozione di impianti fotovoltaici, il che evidenzia un notevole potenziale non ancora sfruttato”, hanno scritto i ricercatori in “Harvests of solar light: Italian agriculture in the age of the photovoltaic era“, in pubblicazione su Resources, Conservation and Recycling.

I ricercatori spiegano che, per sfruttare questo potenziale, sono necessari pacchetti di politiche che si adattino alla diversità delle aziende agricole attraverso strutture di incentivi specifiche. Il sostegno mirato alle aziende agricole miste e biologiche, che hanno dimostrato un potenziale di adozione precoce del fotovoltaico, aumenterebbe i benefici collaterali della riduzione della domanda di irrigazione e delle emissioni di gas serra, migliorando l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Tuttavia, questo processo di integrazione è inserito in un panorama complesso, caratterizzato da diversi profili di aziende agricole e da strategie variabili necessarie per coinvolgerle, ciascuna delle quali porta a un diverso grado di integrazione tra agricoltura ed energia, che va da dinamiche complementari a dinamiche più sostitutive”.

Lo studio, ricordano i ricercatori, parla di correlazione e non causalità tra le diverse variabili. Questo il limite che gli stessi ricercatori suggeriscono.

“L’analisi mostra un’ampia variazione all’interno di ciascun gruppo, il che richiede misurazioni comportamentali e attitudinali oltre ai dati strutturali per comprendere gli aspetti umani della governance del nesso. La ricerca futura dovrebbe costruire un quadro FWEE [ cibo-acqua-energia-ambiente ] completo aggiungendo esplicitamente le impronte idriche specifiche per coltura insieme ai regimi di irrigazione per ottenere una gestione sostenibile delle risorse”.

I presenti contenuti sono tutelati da diritti d’autore e non possono essere riutilizzati. Se desideri collaborare con noi e riutilizzare alcuni dei nostri contenuti, contatta: editors@nullpv-magazine.com.

Popular content

Fer2, pubblicato il calendario delle aste: contingente di 30 MW per fotovoltaico galleggiante
20 Aprile 2026 Le procedure anche per geotermia, biogas e biomasse