Statkraft spiega progetto agriPV pilota nel barese: due configurazioni

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Statkraft ha iniziato i lavori di costruzione di un progetto agrivoltaico pilota sviluppato in collaborazione con l’Università di Bari Aldo Moro. L’impianto AgriBari, nel Comune di Valenzano (Bari), avrà una potenza complessiva di 200 kW su una superficie totale di circa 1,5 ettari.

“Abbiamo un ettaro e mezzo perché l’impianto è strutturato e diviso in quattro parti. Due configurazioni di impianto differente, quindi due impianti, ciascuno con il proprio campo di controllo”, ha detto a pv magazine Italia Costanza Rizzo, Senior AgriPV Manager di Statkraft.

Entrambi gli impianti sono sopraelevati, con pannelli posti a circa 3 metri.

“Il primo impianto è un impianto 1P, con un pannello in posizione portrait con una configurazione che potremmo considerare elevata: ha un’altezza minima, quando l’inclinazione è massima, di 2,10 metri. L’altro impianto, diciamo in assetto standard, quando i moduli sono orizzontali, raggiunge anche questo un’altezza di 3 metri. Essendo però composto da due pannelli portrait, avendo quindi una configurazione 2P, raggiunge i 90 cm dal suolo quando in massima inclinazione”, spiega Rizzo, aggiungendo che l’energia prodotta verrà usata dal limitrofo campus dell’Università di Bari.

Statkraft spiega che la prima configurazione consente perlopiù la coltivazione sotto pannello. Coltivazioni tra le fila sono possibili, anche se in questo caso lo spazio tra le due fila è più ristretto.

“Questo tipo di configurazione si sposa soprattutto nel caso in cui si utilizzano colture che giovano dall’essere situate sotto il pannello, mentre nell’altro caso ci concentreremo su colture interfilari”.

Quattro obiettivi

Rizzo spiega che il progetto si prefigge quattro obiettivi principali. Il primo riguarda la ricerca sull’aspetto agronomico per capire la resa e la qualità del prodotto agricolo in prossimità o sotto i pannelli.

“Verrà studiata per esempio la grandezza del prodotto finale, l’ampiezza della foglia, la quantità delle foglie. Analizzeremo anche aspetti di carattere più gestionale, quindi il consumo idrico, ma anche l’utilizzo di prodotti fitosanitari. Quest ricerca sarà effettuata con il supporto del professore di Colture arboree da frutto Giuseppe Ferrara”, ha detto Rizzo.

La manager di Statkraft ha spiegato che il secondo ambito di ricerca riguarda la meccanizzazione agricola.

“È un aspetto centrale: gli spazi limitati possono impattare sulla gestione meccanizzata. Ci proponiamo di controllare i limiti di spazio, ma anche anche i limiti legati alla sicurezza quando si utilizzano macchinari standard”, ha detto Rizzo, spiegando che questa parte del progetto verrà portata avanti da Francesco Santoro, professore di Meccanica agraria.

Statkraft spiega poi che il terzo ambito di ricerca sarà focalizzato sulla parte energetica.

“Sappiamo che a livello teorico dovremmo avere un cooling effect, quindi un abbassamento della temperatura dell’aria e del terreno in funzione dell’assetto agrivoltaico. Questo dovrebbe aumentare la producibilità dei pannelli. Sappiamo però anche che la maggior movimentazione della terra potrebbe sporcare di più i pannelli. Quindi non sappiamo ancora l’effetto netto di un impianto agrivoltaico sulla producibilità elettrica”, ha detto Rizzo, aggiungendo che la parte energetica del progetto sarà condotta da Antonio Pantaleo, anche lui professore all’Università di Bari.

La società norvegese ha poi un quarto obiettivo; questo riguarda la biodiversità.

“Vogliamo sottolineare come, in particolare nella configurazione interfilare, venga promossa la biodiversità. Sotto il pannello, nel caso interfilare, il terreno non viene coltivato o comunque non viene coltivato pienamente. Questa parte incolta può essere quindi dedicata a piante mellifere, proprio per promuovere la biodiversità”, ha detto Rizzo.

Sensoristica agricola e colture

L’adattamento climatico è un altro tema oggetto di ricerca all’interno del progetto di Statkraft in Puglia.

“La scelta delle colture è ricaduta su colture che meglio si adattano a climi siccitosi e più caldi e che quindi richiedono un minor uso idrico e minor uso di fitofarmaci. Abbiamo una parte dell’impianto che prevede la coltivazione della vite sotto il pannello. Questo per giovare dell’ombra”, ha detto Rizzo.

Attraverso la collaborazione con Horta, società focalizzata in software in supporto alla gestione agricola, Statkraft andrà a valutare gli impatti dell’impianto sulla qualità dell’aria, sulla qualità della salute umana e sulla qualità del suolo.

“La realizzazione dell’impianto è stata affidata a Greenergy, importante realtà nazionale nella progettazione, realizzazione e gestione di impianti rinnovabili. L’analisi e la misurazione degli effetti sulla biodiversità saranno condotte tramite la piattaforma XNatura, realizzata da 3Bee”, si legge poi nel comunicato stampa.

I sensori analizzeranno fattori come il pH del suolo, l’umidità del terreno e dell’aria, la velocità del vento, la temperatura dell’aria.

Non solo vite, ma anche fico a spalliera, giuggiolo e feijoa sotto i pannelli, mentre cetriolo, anguria, spinacio, finocchio e broccolo nell’interfila.

Il più grande produttore europeo di energia rinnovabile conclude l’intervista spiegando poi che il progetto sperimentale rientra in un più ampio programma, costituito da cinque progetti pilota che sta implementando a livello globale, con l’obiettivo di sviluppare la propria metodologia sul calcolo del “biodiversity net gain”. Gli altri progetti, spiega Rizzo, sono in Svezia e Norvegia.

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