In un momento di forti cambiamenti geopolitici ed economici, diverse entità stanno confermando il loro interesse ad investire nel settore fotovoltaico italiano.
pv magazine Italia ha avuto modo di confrontarsi con Jordi Francesch, managing director del dipartimento Asset Management di Nuveen Infrastructure, Alfonso Ortal Sevilla, AD di Verdian, e Luis Selva, AD di BNZ.
Francesch sottolinea che occorre evitare il rischio di incertezza normativa, affrontare la questione del costo marginale, e creare un regime autorizzativo in grado di gestire i progetti su larga scala e con rapidità, grazie anche allo sviluppo della rete elettrica. “Gli investitori dovrebbero puntare su un programma accelerato e coordinato di diffusione delle energie pulite e su una strategia di elettrificazione dell’intera economia. Ciò implica un calendario pluriennale di aste per le energie rinnovabili che offra visibilità agli investitori sulla pipeline di contratti”, ha detto managing director del dipartimento Asset Management di Nuveen Infrastructure.
Anche i meccanismi di sostegno ben progettati rischiano di non essere all’altezza se gli sviluppatori e gli investitori non hanno visibilità sulle tappe fondamentali, aggiunge Alfonso Ortal Sevilla, AD di Verdian. Luis Selva, AD di BNZ, conclude dicendo che “l’Italia ha fondamentali solidi, in particolare nelle Regioni ad alto irraggiamento come Lazio, Sicilia e Puglia, e noi stiamo già contribuendo a questo progresso con impianti solari operativi e una pipeline che include 210 MW di stoccaggio distribuiti su otto progetti”.
BNZ, produttore indipendente di energia (Ipp) con sede a Barcellona (Spagna), è controllato dal fondo Europe Clean Energy Fund III di Nuveen Infrastructure. Verdian, produttore indipendente di energia (IPP), è parte del Clean Energy Fund IV di Nuveen Infrastructure. Nuveen è una società di gestione patrimoniale statunitense e una controllata al 100% dell’organizzazione di servizi finanziari TIAA.
In generale, quali sono le tre principali criticità che ravvisate nel DL Energia?

Immagine: Nuveen Infrastructure
Jordi Francesch, managing director of Asset Management di Nuveen Infrastructure: Il “Decreto Bollette” affronta una sfida reale e urgente: l’onere dei costi energetici elevati che grava sulle famiglie e sulle imprese italiane. Il Governo si è impegnato a fornire un sostegno concreto e, dal nostro punto di vista di investitori istituzionali a lungo termine impegnati nella transizione energetica dell’Italia, individuiamo tre temi principali che devono essere presi in considerazione.
In primo luogo, occorre evitare il rischio di incertezza normativa, poiché potrebbe influire sull’allocazione del capitale. Gli investitori necessitano di prevedibilità normativa; quando gli investitori allocano capitali a progetti di energia pulita – siano essi solari, eolici o di stoccaggio – lo fanno sulla base di un quadro normativo prevedibile e che si prevede duri per l’intera vita utile dell’asset, tipicamente dai quindici ai venticinque anni. Disposizioni che alterano l’economia dei progetti esistenti, o che introducono incertezza su come le politiche future potrebbero essere applicate retroattivamente, potrebbero non essere ben percepite dai mercati dei capitali internazionali.
Il secondo tema riguarda il legame strutturale tra i prezzi del gas e il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica. Attraverso il meccanismo del merit order, il costo marginale della produzione da gas continua a determinare il prezzo di equilibrio sull’intero mercato italiano dell’energia elettrica; in altre parole, i prezzi al consumo finale rimangono ancorati alla volatilità dei combustibili fossili. Se a ciò si aggiungono le modifiche proposte al sistema ETS, si crea un’ulteriore distorsione, poiché il risultato netto di quanto proposto sarebbe che le imprese e le famiglie italiane continuerebbero a pagare un sovrapprezzo legato agli idrocarburi anche con l’aumento della base installata di energie rinnovabili.
In terzo luogo, l’accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili rimane un’impresa ardua se non vengono soddisfatte le seguenti condizioni: un regime autorizzativo in grado di gestire i progetti su larga scala e con rapidità, e una rete elettrica in grado di assorbire la nuova produzione aggiuntiva.
Come sarebbe stato possibile migliorare il DL Energia?
Francesch: Riteniamo che il modo più sostenibile per ridurre le bollette energetiche delle famiglie e delle imprese italiane sia quello di accelerare la diffusione dell’energia pulita. Le sfide che il settore energetico italiano deve affrontare sono evidenti, e il settore privato dispone sia dei capitali sia delle competenze necessarie per contribuire in modo significativo alla soluzione. L’energia pulita può rappresentare uno strumento fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi. Attualmente, l’eolico e il solare sono strutturalmente le forme di produzione energetica a minor costo in Italia e in tutta Europa. Ogni gigawatt aggiuntivo installato con produzione di energia pulita riduce la quota del mercato determinata dal costo marginale della generazione a gas e quindi abbassa i prezzi medi all’ingrosso (come osservato in Francia, Spagna e Portogallo).
L’Italia ha l’opportunità di accelerare il cambiamento culturale e commerciale verso i PPA come strumento di stabilizzazione dei prezzi per gli utenti industriali. Schemi efficaci come l’energy release dovrebbero essere ulteriormente rafforzati e promossi.
Quali sono le vostre tre richieste per sopperire a questi problemi? In quali sedi, attraverso quali decreti?
Francesch: Incoraggiamo un dialogo continuo tra i decisori politici e la comunità degli investitori. Il sofisticato quadro normativo sviluppato dall’Italia è proprio il risultato di questo tipo di confronto iterativo. In secondo luogo, gli investitori dovrebbero puntare su un programma accelerato e coordinato di diffusione delle energie pulite e su una strategia di elettrificazione dell’intera economia. Ciò implica un calendario pluriennale di aste per le energie rinnovabili che offra visibilità agli investitori sulla pipeline di contratti; l’accelerazione della riforma delle autorizzazioni e un programma proporzionato di investimenti nella rete, per espandere la capacità di interconnessione sia a livello nazionale sia transfrontaliero con i Paesi dell’UE. In terzo luogo, lo sviluppo mirato di specifici strumenti di mercato dovrebbe contribuire a ridurre sia il livello dei prezzi sia la volatilità dei prezzi affrontata dall’industria italiana ad alta intensità energetica. Tra questi rientrano maggiori investimenti nell’efficienza energetica; strutture di incentivazione progettate per incoraggiare i settori industriali ad alto consumo a elettrificare e decarbonizzare i propri processi; l’espansione dei programmi di demand response che consentono ai grandi consumatori di partecipare al bilanciamento della rete; e la democratizzazione dell’accesso ai PPA per le imprese di medie dimensioni, affinché possano anch’esse beneficiare di una certezza dei prezzi a lungo termine attraverso schemi di partecipazione semplificati.
Come considerate in generale gli sviluppi normativi e giurisprudenziali in Italia degli ultimi mesi?

Immagine: Verdian
Alfonso Ortal Sevilla, AD di Verdian: Negli ultimi anni, e in modo particolare nel periodo più recente, l’Italia ha compiuto progressi sostanziali nel rafforzamento del proprio quadro normativo per la transizione energetica. Gli strumenti che sono stati implementati, quali Fer X, Energy Release, Macse e l’evoluzione del mercato della capacità elettrica riflettono un chiaro orientamento verso un modello di mercato più strutturato e sofisticato. Questo è anche una testimonianza della necessità di garantire agli investitori una visibilità a lungo termine. Inoltre, una cosa è certa: questi strumenti possono realizzare appieno il loro potenziale solo se accompagnati da una maggiore prevedibilità e chiarezza nei tempi, elementi essenziali per un’efficace pianificazione degli investimenti a lungo termine. In sostanza, anche i meccanismi di sostegno ben progettati rischiano di non essere all’altezza se gli sviluppatori e gli investitori non hanno visibilità sulle tappe fondamentali. Mi riferisco ad aspetti quali i calendari delle aste, le autorizzazioni, la connessione alla rete e, in ultima analisi, la costruzione degli impianti e la loro gestione.
L’attuale situazione geopolitica aumenta il vostro interesse nei confronti del settore fotovoltaico in Italia? Come? Perché?
Ortal: L’attuale contesto geopolitico rafforza l’importanza strategica delle energie rinnovabili in Italia, ma mette anche in luce un aspetto più sostanziale: l’aumento della capacità rinnovabile da solo non è sufficiente a soddisfare le esigenze del sistema. La vera sfida consiste nel combinare la diffusione di nuovi impianti solari ed eolici con una flessibilità e uno stoccaggio affidabili, soprattutto in un contesto caratterizzato da un aumento strutturale della domanda e in cui il gas non può essere considerato una soluzione di bilanciamento pienamente affidabile. Dal punto di vista di Verdian, le soluzioni ibride che combinano la produzione da fonti rinnovabili con i sistemi di accumulo in batteria (BESS) sono quindi fondamentali. Il solare e l’eolico svolgono entrambi un ruolo chiave nel sistema elettrico, ma se utilizzati singolarmente sono intrinsecamente soggetti a intermittenza a causa dei loro specifici profili di produzione.
Quando il solare fotovoltaico è combinato con un sistema di accumulo a batteria o l’eolico è accoppiato con un sistema di accumulo a batteria, queste soluzioni diventano più controllabili e regolabili. Tali configurazioni ibride possono svolgere un ruolo significativo e scalabile nel sostenere la sicurezza dell’approvvigionamento e nel contribuire alla stabilità dei prezzi, in particolare spostando la generazione da fonti rinnovabili verso periodi di maggiore valore del sistema. Si tratta non semplicemente di un’evoluzione tecnica, ma di un cambiamento nel modo in cui viene creato valore nel sistema elettrico. Lo stoccaggio e l’ibridazione sono parti integranti del prodotto, consentendo di differire nel tempo l’energia, diversificarla tra le diverse fonti di generazione e allinearla meglio alla domanda. In un Paese come l’Italia, caratterizzato da una richiesta in crescita, da un aumento delle energie rinnovabili e dall’esposizione a shock energetici esterni, le soluzioni ibride che combinano solare, eolico e stoccaggio possono svolgere un ruolo chiave nel rafforzare la resilienza del sistema. Verdian è qui per sostenere questo percorso.
Come considerate in generale gli sviluppi normativi e giurisprudenziali in Italia degli ultimi mesi?

Immagine: BNZ
Luis Selva, AD di BNZ: Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto progressi normativi significativi, migliorando la visibilità per gli investitori e rafforzando il proprio impegno a favore della transizione energetica. Si tratta di un segnale positivo per i capitali a lungo termine. Tuttavia, questo non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi del PNIEC o i piani di sviluppo di Terna. Il principale ostacolo oggi risiede nell’attuazione: i tempi di rilascio delle autorizzazioni, la frammentazione amministrativa e i vincoli di accesso alla rete continuano a ritardare la realizzazione dei progetti. Dal punto di vista di BNZ, in qualità di IPP con progetti sia in esercizio che in fase di sviluppo nel Paese, la priorità ora è tradurre l’ambizione normativa in una reale implementazione su larga scala. Ciò richiede un rilascio più rapido delle autorizzazioni, un miglior coordinamento tra le autorità e un’espansione della rete in linea con la crescita delle energie rinnovabili. L’Italia ha fondamentali solidi, in particolare nelle Regioni ad alto irraggiamento come Lazio, Sicilia e Puglia, e noi stiamo già contribuendo a questo progresso con impianti solari operativi e una pipeline che include 210 MW di stoccaggio distribuiti su otto progetti, a sostegno della flessibilità del sistema e dell’integrazione delle energie rinnovabili.
L’attuale situazione geopolitica aumenta il vostro interesse nei confronti del settore fotovoltaico in Italia? Come? Perché?
Selva: L’incertezza geopolitica ha rafforzato l’urgenza dell’indipendenza energetica, della resilienza e della stabilità dei prezzi, fattori che accelerano il ruolo delle energie rinnovabili. L’Italia rimane esposta a shock esterni a causa della sua dipendenza dai combustibili fossili importati, con circa il 74% dell’energia proveniente dall’estero, il che la rende uno dei Paesi più dipendenti dalle importazioni in Europa. In questo contesto, l’energia fotovoltaica, specialmente se combinata con lo stoccaggio, offre una soluzione locale, competitiva in termini di costi e scalabile per ridurre sia la dipendenza che la volatilità dei prezzi.
In BNZ, stiamo sostenendo attivamente questa transizione in qualità di IPP di nuova generazione, con oltre 2,7 GW di progetti rinnovabili in fase di sviluppo in Europa, che combinano solare, accumulo ed eolico. In Italia, in particolare, la nostra strategia si concentra sulla prossimità e sull’ibridazione, sviluppando progetti di accumulo insieme agli impianti solari per massimizzare le infrastrutture e migliorare la stabilità della rete. La nostra pipeline di stoccaggio da 210 MW svolgerà un ruolo chiave nel consentire lo spostamento temporale, riducendo la pressione della domanda di picco e garantendo un sistema più stabile ed efficiente. In questo contesto, la situazione geopolitica non rallenta le decisioni di investimento, ma rafforza la necessità di accelerare l’implementazione di soluzioni fotovoltaiche e di stoccaggio come prima dorsale di un sistema energetico europeo più sicuro.
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