Il rinvio dei 17 progetti in Sardegna in Consiglio dei Ministri è stato dovuto alle posizioni contrarie all’interno del Governo Meloni: da una parte la Commissione Via-Vas” che dice sì quasi sempre”, dall’altra le soprintendenze “che dicono no”. Questo ha portato alla necessità di una valutazione politica all’interno del Consiglio dei Ministri, a cui parteciperà anche la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. Lo ha detto oggi il ministro Gilberto Pichetto Fratin a margine dell’evento “Nucleare, la sfida energetica per la crescita del Paese”.
“L’incaglio a Palazzo Chigi derivava da due posizioni tecniche diverse. La procedura prevede che venga sentita la Regione e ci siamo trovati una Regione che a questo punto ha chiesto ancora 15 giorni per fare le sue analisi, dove inizialmente il parere è arrivato tutto negativo su tutti i progetti che erano incagliati. Valuteremo; so che c’è un rapporto anche tra gli uffici di scambio di informazioni. Vedremo quale sarà la risposta della Regione Sardegna”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
Pichetto Fratin ha riportato che la posizione tecnica della Commissione Via-Vas non può essere cambiata dal ministro stesso, come anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli non può alterare la posizione tecnica dei propri uffici.
“Si arriva così a questo Gran Giurì che è il Consiglio dei Ministri, in questo caso c’è la presenza della Regione interessata”, ha concluso Pichetto Fratin, sottolineando ancora una volta come la decisione del Consiglio dei Ministri sarà comunque di natura politica. Il ministro ha poi menzionato che, spesso, i territori si oppongono ai progetti rinnovabili. Non si tratta quindi solo della Regione Sardegna. Questo almeno nella lettura del Governo Meloni.
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