La cinese Longi ha annunciato che inizierà la produzione di massa di moduli fotovoltaici in metallo comune nel secondo trimestre del 2026, poiché l’aumento dei prezzi dell’argento intensifica la pressione per ridurre i costi di metallizzazione.
Il produttore indiano di energia solare Waaree Energies sta cercando di espandersi in Europa, mentre l’EU Net-Zero Industry Act (NZIA) ridefinisce i requisiti per l’approvvigionamento e la catena di fornitura nel settore solare. L’azienda sostiene che le sue dimensioni, la sua bancabilità e la sua esperienza nella produzione di multi-gigawatt la rendono in grado di soddisfare i requisiti europei sempre più severi in materia di resilienza e tracciabilità della catena di fornitura
La classifica dei moduli solari stilata da Wood Mackenzie per il primo semestre del 2025 colloca JA Solar e Trina Solar al primo posto ex aequo e introduce un nuovo benchmark di “Grado A” finalizzato alle decisioni di approvvigionamento e finanziamento dei progetti.
La parola “energia” compare 10 volte nell’articolo 1, documento da 167 pagine.
La società cinese afferma che i nuovi risultati certificati relativi alle celle e ai moduli tandem in perovskite-silicio cristallino dimostrano i progressi compiuti verso la realizzazione di impianti fotovoltaici di nuova generazione su scala industriale.
Il ministero del Commercio cinese ha presentato un reclamo all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in merito alle sovvenzioni indiane nel settore dell’energia solare, sostenendo che conferiscono all’industria nazionale indiana un vantaggio sleale e danneggiano gli interessi cinesi.
Prevista la realizzazione di una linea pilota e successivamente uno scale-up industriale per la produzione di pannelli a 4 terminali
I produttori europei, che dicono di dimostrare “concretamente di essere in grado di produrre, sviluppare, migliorare i processi industriali e innovare le tecnologie dei moduli fotovoltaici”, chiedono un aggiornamento del registro Enea per garantire una reale neutralità tecnologica, “evitando uno sbilanciamento verso una sola tecnologia, come l’eterogiunzione, e assicurando condizioni di concorrenza eque tra le diverse soluzioni industriali disponibili”.
Il Consiglio chiede inoltre che gli Stati membri possano rifiutare la connessione alla rete di inverter provenienti da fornitori ad alto rischio, e ha avviato il “Forum degli Inverter, dello Stoccaggio e dei Sistemi di Gestione dell’Energia”.
“Di fatto questo consegna un monopolio a 3Sun, dato che nessun produttore è iscritto alla lettera b) e 3Sun è l’unica impresa attiva iscritta alla lettera c), dato che Meyer Burger non produce più in UE”, ha riferito una fonte a pv magazine Italia che chiede di non essere menzionata, aggiungendo che la decisione mette in difficoltà tutti gli altri produttori europei di moduli FV con sede in Italia e in Europa. “Questo maxiemendamento repentino del Governo è un evidente segnale che penalizza il 90% delle imprese iscritte nel registro, di cui oltre il 50% italiane”, ha poi spiegato Andrea Rovera, consigliere Italia Solare.
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