Definite le modalità di comunicazione di fine lavori entro il 30 giugno e la procedura alternativa per chi non riesce a rispettare il termine
Oggi la giunta comunale di Siena ha approvato l’istituzione di una Comunità energetica rinnovabile (CER) per la produzione, lo scambio e l’autoconsumo di energia rinnovabile. Con impianti fotovoltaici presso gli edifici comunali, anche l’Ente sarà parte attiva della CER.
“Il traguardo raggiunto ad aprile fa parte di una tendenza più ampia e non è quindi una reazione all’attuale crisi energetica, ma giunge in un momento opportuno poiché la crescente produzione eolica e solare contribuisce a ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas per molti paesi colpiti dalla crisi”, ha scritto Ember.
Secondo SolarPower Europe, dall’inizio di marzo il settore fotovoltaico europeo ha generato energia elettrica sufficiente a evitare importazioni di gas per un valore stimato di 10 miliardi di euro, con un risparmio medio giornaliero di 110 milioni di euro.
Dalla protesta del Coordinamento Cers Romae e Lazio, è stato avviato con il GSE un tavolo di confronto per affrontare le criticità che da tempo ostacolano la diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) in Italia. pv magazine Italia ha parlato con entrambe le parti, raccogliendo da un lato le ragioni della mobilitazione e la soddisfazione per il confronto e dall’altro la volontà del Gestore di aprire un dialogo operativo per individuare soluzioni concrete a favore di territori, associazioni e soggetti coinvolti.
“La tutela paesaggistica non può essere brandita come barriera insormontabile e preclusiva, ma deve essere bilanciata con l’interesse pubblico, di rango costituzionale ed eurounitario, alla transizione energetica”, ha spiegato Massimo Ragazzo, avvocato dello studio GSLex, a pv magazine Italia.
La produzione di polisilicio in Europa rimane una sfida a causa della sua natura ad alta intensità energetica e dell’elevatissimo grado di purezza richiesto, nonché dei vantaggi in termini di costi offerti dalle consolidate catene di approvvigionamento asiatiche. Tuttavia, la startup olandese Resilicon sostiene che l’Europa può ancora produrre polisilicio sfruttando l’innovazione e il supporto politico. L’amministratore delegato dell’azienda, Remco Rijn, spiega a pv magazine come le fabbriche di polisilicio potrebbero competere grazie a un approvvigionamento energetico rinnovabile a basso costo e alla diversificazione.
Con una modifica della legge regionale, la titolarità delle autorizzazioni viene spostata dall’assessorato all’Ambiente a quello all’Energia. Inoltre, viene eliminato il passaggio che prevedeva il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) dopo la VIA e l’AU
Il progetto della gigafactory di Carbon a Fos-sur-Mer, concepito per realizzare in Francia una filiera integrata per la produzione di pannelli solari da 5 GW, è stato abbandonato a causa dell’insufficiente chiarezza normativa e della mancanza di garanzie da parte degli investitori. Nonostante i tentativi di ridimensionare il progetto e di stringere partnership, tra cui quella con il produttore cinese Longi, l’iniziativa è fallita a causa dell’incertezza sulla politica industriale dell’UE e sui meccanismi di preferenza di mercato.
Per quanto riguarda la capacità annunciata, guida di gran lunga la Francia (113 GWh), seguita dalla Spagna (53 GWh). Per la capacità in costruzione guidano Ungheria (128 GWh), Spagna (120 GWh) e Regno Unito (40 GWh). L’Ungheria (87,5 GWh) e Polonia (86 GWh) guidano per “capacità operativa”.
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