L’associazione di settore Gruppo impianti solari, rispondendo ad alcune domande di pv magazine Italia, chiarisce quali misure ritene necessarie per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili
“Altro elemento che abbiamo osservato è la rinuncia di oltre 260 MW che erano risultati aggiudicatari. Questo non deve fare pensare ad un disinteresse sopravvenuto nei confronti delle iniziative agrovoltaiche e neanche ad un’eccessiva complessità industriale delle stesse. Questo testimonia piuttosto l’oggettiva difficoltà nel portare a termine i processi burocratico amministrati del nostro Paese nei tempi dettatati dalle previsioni Pnrr e si ricollega al fatto che, nonostante gli operatori in più occasioni lo abbiano evidenziato, non è stato definito un percorso differenziato o qualche forma di prioritizzazione autorizzativa per progetti potenzialmente eligibili ai fondi Pnrr”, ha detto Andrea Ghiselli, AD di EF Solare Italia, a pv magazine Italia.
La Regione ha recepito due sentenza del TAR Palermo annullando il provvedimento con il quale l’assessorato all’Energia richiedeva la produzione di contratti definitivi per i terreni interessati dalla realizzazione di impianti FER. Inoltre, ha aggiornato il piano energetico ma esclusivamente in una parte relativa a progetti eolici.
Nella prima rubrica per pv magazine Italia, Ludovica Terenzi, energy lawyer presso GreenSquare STA, dice che la reintroduzione dell’iperammortamento nel Disegno di Legge di Bilancio 2026 segna un momento importante nella politica industriale italiana. “Pur chiara nei principi, la norma presenta alcune criticità operative”, ha poi spiegato Terenzi.
Sale a 340 MW la potenza di progetti solari che hanno finora ottenuto parere favorevole a novembre
Per quanto riguarda il contributo, Pinzone sottolinea a pv magazine Italia che ogni progetto del 2025 riceve in media oltre 3,4 milioni di euro, contro 2,36 milioni nel 2024. La potenza totale e il contributo PNRR sono inferiori nel 2025 in relazione al minor numero di impianti.
Individuate le aree idonee su terraferma, le aree idonee a mare e concessi esclusivamente interventi in attività libera sui siti Unesco.
Nelle graduatorie aggiornate pubblicate dal ministero risultano 747 progetti, tra aste e registri, ammessi a finanziamento
“Tra i quesiti messi in consultazione risulta esserci la richiesta di implementazione di criteri di incentivazione in linea con il Net Zero Industry Act nonostante ad oggi non siano previsti nella bozza di decreto oggetto di consultazione”, spiega Carlo Fonzi Cruciani, consultant di Key to Energy, a pv magazine Italia, aggiungendo che il cambio di paradigma è legato al fatto che non viene incentivato l’asset ma il profilo, tramite la somma di diversi asset fisici e virtuali.
Il decreto recepisce e integra le modifiche per evitare speculazioni da parte dei partecipanti
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