Nel nord-ovest dell’Uganda è in corso la costruzione di un impianto solare da 24 MW. Una volta messo in funzione, sarà il primo impianto solare della regione e il primo impianto operativo di Amea Power nel Paese.
L’installatore di impianti solari residenziali statunitense ha presentato istanza di fallimento, tra i più grandi di una serie di grandi fallimenti nel settore.
“Ci sembra che finora le Regioni e le Province autonome abbiamo avuto cura soprattutto della tutela del paesaggio e del sistema agricolo, probabilmente perché la precedente legislazione nazionale assegnava ad esse il compito di individuare le sole aree non idonee”, ha scritto Italia Solare alle amministrazioni locali.
Mentre il Brasile avvia il suo programma di idrogeno a basse emissioni di carbonio, continua il consolidamento del settore con due operazioni di fusione e acquisizione in Italia e in Texas.
È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 6 agosto il decreto attuativo del piano Transizione 5.0. La piattaforma per la prenotazione degli incentivi sarà attiva dalle ore 12 di oggi sul sito del GSE.
La società di sviluppo solare con sede a Shanghai ha presentato due reclami alle divisioni locali di Monaco e Amburgo del Tribunale unificato dei brevetti.
L’azienda italiana e Huasun Energy collaborano per attivare la produzione di wafer, celle e moduli per il mercato europeo, con l’obiettivo di essere i più competitivi in Europa a livello di costi.
Il Gesto dei Servizi Energetici (GSE) rende noto che sono terminate anche le risorse economiche dal Reddito Energetico Nazionale destinate alle Regioni del Centro Nord e alle Province Autonome. Le richieste verrano riaperte se, a seguito di rinunce ed esclusioni, risultassero disponibili almeno cinque milioni di euro.
La relazione ARERA sugli strumenti di sostengo alle fonti rinnovabili in termini di effetti sulla collettività rileva, per il 2023, costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili per circa 7,1 miliardi di euro. Dal 2024 al 2031 ARERA prevede una cifra stabile intorno a 8,5-9,5 miliardi di euro l’anno.
Il MoU si inserisce nel più ampio quadro dell’accordo di cooperazione firmato a luglio tra Cina e Italia.
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