Non esiste più un unico benchmark. In alcuni casi conta la velocità di ricarica, in altri la densità energetica, in altri ancora il costo e la scalabilità. La batteria, in altre parole, sta smettendo di essere un semplice componente. Sta diventando l’infrastruttura energetica trasversale del prossimo ciclo industriale. E chi saprà controllare non solo la tecnologia, ma anche la produzione, l’integrazione e la rete, avrà un vantaggio difficilmente recuperabile.
Un rapporto del Centro comune di ricerca della Commissione europea (Joint Research Centre, JRC) sottolinea l’urgenza di accelerare la produzione di batterie nell’Unione europea per raggiungere una solida posizione competitiva rispetto a potenze come la Cina o gli Stati Uniti.
All’attuale passo, l’Italia arriverebbe al 2030 con un parco di 78 GW tra fotovoltaico ed eolico, a fronte dei 107 GW del target Pniec. Nel “Renewable Energy 2026”, l’ateneo milanese delinea criticità (aree idonee, incertezza regolatoria) e punti di forza (PPA, dinamiche di mercato) del settore nel Paese
“Possiamo ipotizzare con una certa accuratezza che una parte significativa dei progetti sarà dotata di un sistema di accumulo BESS”, ha detto Coversol a pv magazine Italia parlando dell’obiettivo congiunto di Coversol e Energyetika di sviluppare i progetti “anche in meno di 3 anni”.
I soggetti coinvolti avrebbero inviato al GSE dichiarazioni e documenti falsi relativamente all’entrata in esercizio di tre impianti in Campania
Entrambi gli impianti hanno una distanza interfilare pari a circa otto metri ed un’altezza dal suolo di circa tre metri quando i pannelli sono in posizione orizzontale.
Una ricerca condotta dalla FernUniversität Hagen in Germania rileva che l’effetto “rimbalzo solare”, causato dall’aumento del consumo totale di energia elettrica da parte delle famiglie a seguito dell’installazione di un impianto solare, rappresenta attualmente un punto cieco nella pianificazione del sistema energetico europeo e negli scenari di riduzione delle emissioni.
La tutela dei consumatori, compreso il settore industriale, dai picchi dei prezzi potrà comprendere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di locazione sociale, nonché la riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili, si legge nel comunicato stampa. L’esecutivo europeo ha anche presentato una raccomandazione per sostenere lo sviluppo dei PPA in Europa.
Prevista una disciplina transitoria che salvaguarda gli investimenti già avviati in base sia alla precedente normativa nazionale che regionale
“È chiaro che l’IAA debba stimolare nel tempo investimenti nella produzione di celle, ma riservare fin da subito gli incentivi a impianti fotovoltaici che adottano esclusivamente celle UE non farà nascere istantaneamente nuove fabbriche. Rischia piuttosto di premiare chi è già pronto, penalizzando chi oggi non ha ancora accesso a celle UE in misura sufficiente nel breve e medio periodo”, ha detto a pv magazine Italia Paolo Zucchetto, esperto del fotovoltaico italiano.
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