pv magazine Italia ha sentito Nicola Baldina, general manager di NUS Consulting Group, Pablo López de Rego Lage, country manager di Optimize Energy e Somesh Shah, manager nel dipartimento International Solar Business di Afry, per capire quali sono i fattori che fanno divergere così tanto i risultati delle aste indiane e italiane. Spoiler: una convergenza è possibile, ma le aste indiane dovrebbero continuare a portare a prezzi più bassi per questioni strutturali.
Mentre in Canada proseguono le ricerche per l’estrazione dell’idrogeno dal sottosuolo, Advait Greenergy ha firmato tre protocolli d’intesa. L’azienda non è l’unica realtà indiana a rafforzare la propria rete internazionale: InSolare Energy Limited (IEL) ha avviato una collaborazione strategica con la statunitense Versogen, mentre l’Indian Institute of Technology e l’Università di Cagliari portano avanti la loro ricerca congiunta sui sistemi energetici a idrogeno.
Mentre Sunfires si aggiudica ordini per elettrolizzatori da 200 MW dai progetti Repsol in Spagna, thyssenkrupp nucera e l’agenzia di sviluppo tedesca GIZ collaborano per accelerare lo sviluppo dell’idrogeno verde in India.
Ola Electric ha lanciato Ola Shakti, un sistema di accumulo di energia a batteria (BESS) per uso residenziale, dalla sua gigafactory nel distretto di Krishnagiri, nel Tamil Nadu. Alimentato dalle celle 4680 Bharat Cells prodotte da Ola Electric, Ola Shakti è il primo BESS residenziale in India ad essere interamente progettato, ingegnerizzato e prodotto localmente.
Il produttore indiano di energia solare Waaree Energies sta cercando di espandersi in Europa, mentre l’EU Net-Zero Industry Act (NZIA) ridefinisce i requisiti per l’approvvigionamento e la catena di fornitura nel settore solare. L’azienda sostiene che le sue dimensioni, la sua bancabilità e la sua esperienza nella produzione di multi-gigawatt la rendono in grado di soddisfare i requisiti europei sempre più severi in materia di resilienza e tracciabilità della catena di fornitura
Il ministero del Commercio cinese ha presentato un reclamo all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in merito alle sovvenzioni indiane nel settore dell’energia solare, sostenendo che conferiscono all’industria nazionale indiana un vantaggio sleale e danneggiano gli interessi cinesi.
La riduzione dei costi dei sistemi di accumulo sta rivoluzionando il settore dell’energia solare. Secondo il think tank energetico Ember, i dati raccolti anche dalle aste italiane del 2025 mostrano che i prezzi delle batterie su scala utility sono ormai scesi a 65 USD/MWh al di fuori di Cina e Stati Uniti, aprendo la strada a un modello in cui l’energia solare può essere fornita quando serve, non solo durante le ore diurne.
JMK Research prevede che l’India installerà 41,5 GW di capacità solare nell’anno fiscale 2026, di cui 32 GW provenienti da progetti su larga scala, 8 GW da impianti su tetto e 1,5 GW da impianti off-grid.
Un gruppo di scienziati indiani ha sviluppato un nuovo metodo per ottimizzare il posizionamento di una stazione di ricarica EV sulla rete, insieme alla dimensione della generazione fotovoltaica e del sistema di accumulo a batteria. Hanno inoltre realizzato un modello per la gestione innovativa delle prenotazioni delle colonnine.
DK Electronic Materials ha avviato la produzione in serie di pasta ad alto contenuto di rame, con linee di produzione su scala gigawatt che saranno operative entro il quarto trimestre.
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