L’assessore Spanedda: “l’utilizzo dei finanziamenti poteva essere messo a rischio da interpretazioni restrittive e difficoltà di applicazione”
Interventi prioritari la realizzazione di 6.264 MW di nuova potenza rinnovabili previsti dal DM Aree idonee, 550 MW di batterie rientrate nel capacity market e opere infrastrutturali Terna.
L’Avviso si rivolge alle imprese di qualsiasi dimensione, incluse le reti di imprese con personalità giuridica, per progetti localizzati in aree industriali, produttive o artigianali di Comuni con più di cinquemila abitanti situati nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La Corte d’Appello di Cagliari ha confermato il rigetto della domanda di una cliente che aveva citato fornitore e finanziaria di un impianto fotovoltaico per rendimento inferiore alle promesse e inadempimento contrattuale. A pv magazine Italia l’avvocato Carmine Paul Alexander Tedesco, studio TedescoLEX, spiega che la decisione si fonda sulla decadenza della garanzia legale: “l’acquirente ha denunciato i vizi oltre il termine di due mesi dalla scoperta, perdendo così il diritto alla tutela”.
I contributi, a fondo perduto, vanno da un minimo di 20.000 a un massimo di 500.000 euro
L’opera ridurrà il rischio di sovrapproduzione, in particolare nell’ottica di una crescita delle rinnovabili. Previsto un investimento di circa 300 milioni di euro
Delle valutazioni di impatto ambientale (VIA) rilasciate dal Mase da lunedì a oggi, due riguardano progetti di joint venture Plenitude per 164 MW con BESS integrate per 26 MW complessivi
L’assessore Cani: “nelle prossime ore pubblicheremo un bando da 30 milioni di euro a favore delle imprese sarde per realizzare impianti fotovoltaici, compresi di accumulo, e attività di efficientamento energetico”.
Previste una deroga al limite di distanza minima dai centri abitati di 1 km per fotovoltaico su manufatti edilizi e l’introduzione di un criterio di idoneità per impianti di piccola taglia nelle zone urbanistiche omogenee a destinazione commerciale e logistica.
Per la Consulta le “pur gravi fattispecie” contestate non sono riconducibili a ipotesi di ineleggibilità. Nell’imporre la decadenza al Consiglio regionale, il Collegio di garanzia elettorale ha “esorbitato dai propri poteri”
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