Via libera al disegno di legge sull’accordo tra Italia e Santa Sede per un impianto destinato a coprire il fabbisogno energetico del Vaticano. Ora il testo passa alla Camera.
In provincia di Salerno è nata la Comunità energetica rinnovabile (CER) “Sanza il Borgo dell’Accoglienza”, che prevede l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici comunali. Il progetto è finanziato con i fondi del Pnrr destinati all’attrattività dei borghi a rischio abbandono.
L’ultimo progetto a ottenere il benestare del ministero è un agrivoltaico dell’italiana GreenJ da 49,75 MW in provincia di Enna
Con diverse ordinanze, il massimo giudice amministrativo rimette in discussione il meccanismo dell’art. 15-bis del DL 4/2022. A pv magazine Italia l’avvocato Cesare Mainardis spiega di aver ottenuto un nuovo rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’UE sul tetto ai ricavi per le rinnovabili, mentre è attesa la sentenza nel caso pilota, fissata per il 22 gennaio 2026.
La Comunità energetica rinnovabile (CER) promossa dal Comune di Augusta (SIracusa) punta sul fotovoltaico installato sui tetti degli edifici comunali per la condivisione di energia elettrica.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di San Giuliano Terme (Pisa) contro la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 10 MW su terreno agricolo. Il sindaco Cechelli ha diffuso il suo disappunto mediante una nota Cecchelli, ma sottolineando che “respingere il ricorso non equivale all’autorizzazione automatica dell’opera”.
SEA Milan Airports ha attivato un impianto fotovoltaico da 5,2 MW a Linate, realizzato da A2A Energia. L’impianto si sviluppa su un’area di 9 ettari su strutture ad inseguimento solare mono-assiale con moduli mono-cristallini, bi-facciali e antiriflesso.
L’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico del Palaberta verrà messa a servizio della Comunità energetica rinnovabile (CER) Montegrotto Terme 1 fondata dal Comune padovano, la parrocchia di San Pietro Apostolo e l’associazione Auser.
Una pronuncia del Consiglio di Stato chiarisce che, in caso di integrazione progettuale e nuova consultazione pubblica, riparte il cronometro dei 160 giorni per decidere sul procedimento di VIA. Il principio impedisce che le amministrazioni giustifichino anni di inerzia con istruttorie “congelate”.
Con una recente sentenza il Collegio esclude una relazione “caducante” automatica tra deliberazione del CdM (segmento VIA) e autorizzazione unica (AU) formatasi per silenzio-assenso: non basta colpire il primo atto per travolgere il secondo
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