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solare Italia

Al via oggi il KEY di Rimini: “l’indipendenza energetica è fondamentale per le imprese dell’Europa”

pv magazine Italia , presente a KEY nel Padiglione B7 (stand 410), ha seguito la cerimonia di apertura con gli interventi di istituzioni e vertici della manifestazione, che quest’anno riunisce oltre 1.000 aziende e delegazioni da 50 Paesi. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin: “Il gas resterà ancora per 30-40 anni, ma le rinnovabili devono accelerare. Il fotovoltaico a terra oggi sta in piedi anche senza incentivi”.

Al via sulle Alpi valdostane un modello di autoconsumo energetico condiviso

Dal fotovoltaico di Variney ai due impianti in Alta Savoia: il progetto Ener-Ter, finanziato dal programma Interreg Alcotra, sperimenta modelli di autoconsumo condiviso nelle valli di montagna tra Italia e Francia, fino al 2028.

Neoen spinge sull’Italia: in arrivo 66 MW da FER-X e i primi due progetti agrivoltaici

A pv magazine Italia Bartolini e Lucchi, Co-Managing Director di Neoen, hanno parlato della strategia del gruppo francese nel mercato italiano con nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici, che portano il portafoglio totale nel nostro Paese a 211 MW. La pipeline dichiarata è invece di oltre 1,8 GW.

Incentivi fotovoltaico 2026 e controlli GSE, cosa cambia con il nuovo regolamento

Nuove regole, sanzioni più proporzionate, dal 10% al 50%, e più spazio al “ravvedimento operoso” che dimezza la pena: l’aggiornamento di febbraio 2026 del regolamento GSE sui controlli ridisegna il rapporto tra verifiche sugli impianti fotovoltaici e tutela degli incentivi.

Come le variazioni del flusso d’aria negli impianti agrivoltaici influenzano resa agricola e produzione energetica

Una nuova ricerca dalla Francia evidenzia come l’altezza dei pannelli fotovoltaici possa influenzare in modo critico il flusso d’aria e l’evapotraspirazione nei sistemi agrovoltaici. Secondo lo studio, pannelli installati a meno di 3 metri di altezza possono modificare significativamente le condizioni microclimatiche, incidendo sulla crescita delle colture.

Effetti a lungo termine dell’agrivoltaico su produzione e qualità delle pere

Uno studio quadriennale ha riveltao che i pannelli solari installati in un frutteto di pere australiano hanno ridotto i danni causati dal sole e dalla grandine, ma hanno anche ridotto la resa e alterato la colorazione dei frutti. I risultati della ricerca hanno anche evidenziato potenziale applicabilità dei dati rilevati ad altre colture frutticole come mele e ciliegie.

L’impatto dell’agrivoltaico sulle proprietà del suolo

Una nuova ricerca mostra che i sistemi agrovoltaici possono rimodellare il suolo, modificandone umidità, temperatura e attività microbica, creando microzone eterogenee sotto e tra i pannelli. Una progettazione e gestione oculata possono migliorare la salute del suolo e la resilienza delle colture, soprattutto in aree degradate o aride, anche se gli effetti a lungo termine restano ancora incerti.

Nelle Marche nasce una CER da una cooperativa edile

Edra Costruzioni, cooperativa di Senigallia, ha creato la Comunità energetica rinnovabile (CER) Edra, estendendo la propria attività oltre l’edilizia tradizionale. La CER permette a soci e dipendenti di partecipare attivamente alla gestione dell’energia, riducendo i costi e migliorando la consapevolezza sui consumi.

Nuova ricerca stabilisce distanza ottimale tra file di moduli solari nell’agrivoltaico in Europa

Ricercatori svedesi hanno sviluppato una metodologia innovativa per ottimizzare i sistemi agrivoltaici in Europa, evidenziando come distanza tra i filari, tipo di impianto e orientamento dei pannelli debbano essere adattati al clima locale, alle colture e ai vincoli normativi.

Come la pendenza del terreno influenza la fattibilità dell’agrivoltaico

Scienziati brasiliani hanno sviluppato un modello di riferimento per l’agrivoltaico basato sulla pendenza del terreno, evidenziando che i siti con inclinazioni inferiori al 15% offrono il miglior equilibrio tra idoneità agricola e fattibilità tecnica. L’analisi, condotta su 30 studi, mostra che i terreni più ripidi possono comunque ospitare impianti fotovoltaici, ma richiedono progetti adattati, limitazioni sull’utilizzo del suolo, attenzione ai rischi di erosione e costi di installazione più elevati.

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