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tecnologia

Daikin lancia pompe di calore industriali fino a 2000 kW

Sono presenti due gamme complementari: le unità monoblocco EWA/YK-CZ, da 20 a 85 kW, e le pompe di calore modulari EWYK-QZ, configurabili in sistemi multi-array fino a 2000 kW. Daikin spiega che l’architettura complessiva offre una soluzione tecnologica coerente e scalabile per applicazioni in edifici complessi e processi produttivi.

Google installerà la più grande batteria al ferro-aria del mondo per un data center

Google prevede di installare negli Stati Uniti un sistema di batterie al ferro-aria da 300 MW/30 GWh in Minnesota, nell’ambito di un accordo con Xcel Energy, abbinandolo a 1,6 GW di nuovi impianti eolici e fotovoltaici.

A Broni (Pavia) Nhoa Energy costruisce un impianto di batterie da 10 MW/51 MWh

I lavori di costruzione della Broni Battery in Italia, la prima di Neoen nel Paese, procedono a pieno ritmo. Le attività di messa in servizio sono previste per la tarda primavera del 2026.

Come le variazioni del flusso d’aria negli impianti agrivoltaici influenzano resa agricola e produzione energetica

Una nuova ricerca dalla Francia evidenzia come l’altezza dei pannelli fotovoltaici possa influenzare in modo critico il flusso d’aria e l’evapotraspirazione nei sistemi agrovoltaici. Secondo lo studio, pannelli installati a meno di 3 metri di altezza possono modificare significativamente le condizioni microclimatiche, incidendo sulla crescita delle colture.

L’italiana Turboden avvia la più grande pompa di calore al mondo per la produzione di vapore

Turboden ha annunciato di aver avviato, presso il produttore di carte speciali delfort, la più grande pompa di calore al mondo per la produzione di vapore, stabilendo un nuovo standard per la decarbonizzazione industriale. A pv magazine Italia portavoce dell’azienda…

L’IA ora può prevedere l’efficienza delle celle solari in base alla qualità dei wafer

I ricercatori dell’Università della Corea hanno sviluppato un framework di apprendimento automatico che prevede l’efficienza delle celle solari in base alla qualità dei wafer, consentendo uno screening precoce dei wafer e percorsi di produzione ottimizzati. Utilizzando oltre 100.000 punti dati industriali, l’approccio combina modellazione predittiva, ottimizzazione dei processi e intelligenza artificiale spiegabile per supportare la produzione fotovoltaica.

Moduli solari in perovskite: test di un anno mostra una promettente stabilità all’aperto

Gli scienziati del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea hanno testato due moduli di perovskite a giunzione singola all’aperto per un anno e hanno riportato prestazioni complessivamente stabili, supportate da un nuovo metodo di precondizionamento basato sulla luce per migliorare l’affidabilità delle misurazioni. Mentre un modulo si è degradato in modo significativo, l’altro ha mantenuto un’efficienza relativamente stabile con variazioni stagionali, evidenziando la necessità di studi all’aperto a più lungo termine.

Effetti a lungo termine dell’agrivoltaico su produzione e qualità delle pere

Uno studio quadriennale ha riveltao che i pannelli solari installati in un frutteto di pere australiano hanno ridotto i danni causati dal sole e dalla grandine, ma hanno anche ridotto la resa e alterato la colorazione dei frutti. I risultati della ricerca hanno anche evidenziato potenziale applicabilità dei dati rilevati ad altre colture frutticole come mele e ciliegie.

Cnr: Black Diamond, nuova frontiera per l’integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico

Il diamante diventa un elemento chiave per la realizzazione di convertitori solari in grado di operare in ambienti ad alta temperatura. Stiamo parlando della tecnologia Black Diamond, le cui prime celle solari sono state testate dal Cnr-Ism, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Grazie al meccanismo Pete, i dispositivi mantengono elevata efficienza anche in condizioni termiche estreme, aprendo nuove prospettive per l’integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico.

L’impatto dell’agrivoltaico sulle proprietà del suolo

Una nuova ricerca mostra che i sistemi agrovoltaici possono rimodellare il suolo, modificandone umidità, temperatura e attività microbica, creando microzone eterogenee sotto e tra i pannelli. Una progettazione e gestione oculata possono migliorare la salute del suolo e la resilienza delle colture, soprattutto in aree degradate o aride, anche se gli effetti a lungo termine restano ancora incerti.

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