Carloforte, un’isola fotovoltaica supportata dalla Comunità Europea

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La Commissione Europea ha selezionato 30 isole per ricevere “assistenza completa” con lo scopo di raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2030. Le isole fanno parte di Croazia (3 progetti), Danimarca (2 progetti), Estonia (1 progetto), Grecia (6 progetti), Irlanda (4 progetti), Paesi Bassi (2 progetti), Portogallo (2 progetti), Spagna (3 progetti), Svezia (3 progetti) e Italia (4 progetti).

Tra i 4 progetti italiano c’è anche quello relativo all’isola si San Pietro, che si trova al largo della costa sud-occidentale della Sardegna, meglio conosciuta con il nome del suo capoluogo, Carloforte. pv magazine Italia ha intervistato Gianluigi Mario Penco, Assessore alle Politiche Energetiche Mobilità e Patrimonio del Comune di Carloforte.

Cosa vi aspettate dall’iniziativa?
Il Comune di Carloforte ritiene di poter trarre importanti benefici dal supporto della Commissione Europea, a seguito del quale verranno acquisiti gratuitamente studi e valutazioni che non saremmo in grado di acquisire autonomamente, se non a fronte di costose indagini specialistiche. Le professionalità e il know-how messi a disposizione dal Segretariato sono un grande vantaggio perché ci permettono di ottenere delle basi di dati e degli studi di pre-fattibilità sui quali sviluppare i progetti futuri, che speriamo consentiranno all’Isola di San Pietro di raggiungere la completa decarbonizzazione del sistema-Isola nel suo complesso, entro un ragionevole orizzonte temporale. Pensiamo anche alla riduzione o addirittura all’eliminazione dell’inquinamento “indiretto” che l’isola stessa produce, ad esempio dovuto all’adduzione idrica e ai trasporti dalla terraferma, oltre che al turismo. Le tematiche su cui riceveremo supporto sono diverse e vanno dall’incremento dell’attuale produzione da solare fotovoltaico, a studi sullo sfruttamento di altre fonti, alla creazione di una comunità di energia rinnovabile.

Quali saranno le fonti di finanziamento per le installazioni?
Nell’ambito del programma di supporto da parte della Commissione, una delle azioni previste riguarda proprio la ricerca di finanziamenti europei, possibilmente a fondo perduto, finalizzati all’installazione di impianti di produzione da FER, sia pubblici che privati, in quest’ultimo caso dando priorità a situazioni di disagio economico. Il Comune è vigile su tutti i fronti da questo punto di vista, sia a livello nazionale che regionale: recentemente abbiamo utilizzato fondi PNRR per l’installazione di un impianto fotovoltaico sull’edificio scolastico delle medie, nonché per l’efficientamento e la riconversione di un edificio in asilo nido con installazione di un impianto fotovoltaico. Inoltre, abbiamo colto l’opportunità di installare un impianto fotovoltaico sul blocco spogliatoi del campo da calcio, ristrutturato con il fondo “Sport e periferie” della Presidenza del Consiglio.

Quali progetti avete in previsione di realizzare?
Carloforte intende perseguire la drastica riduzione o l’azzeramento della propria carbon footprint, proponendosi a livello internazionale come vera e propria “Isola Ecologica”. Per ottenere questo ambizioso obiettivo riteniamo di dover valutare tutte le alternative offerte dalla tecnologia, senza rinunciare a priori a nessun tipo di soluzione, abbandonando preconcetti e diffidenza attualmente a volte diffuse nell’approccio alla transizione. Accogliamo a braccia aperte la forte spinta dell’Europa verso la produzione di energia da fonti rinnovabili, senza però dimenticare che l’Isola di San Pietro deve la sua grande attrattiva oltre che a peculiarità come la cultura, le tradizioni, la lingua e l’architettura di origine ligure, anche alle valenze naturalistiche e paesaggistiche che determinano nell’insieme un unicum nel panorama mondiale. Quindi abbiamo intenzione di procedere con la massima prudenza nei confronti delle tecnologie di maggior impatto dal punto di vista ambientale e paesaggistico, cercando di acquisire tutti gli elementi utili a poter valutare quale sia la strada giusta da perseguire. A tal proposito, anche se non coinvolti nel processo decisionale, abbiamo più volte espresso le nostre perplessità in merito alle grandi installazioni di parchi eolici offshore, senza che vi siano stati a monte studi approfonditi in merito agli impatti che tali impianti potrebbero avere sulla pesca, con particolare riferimento alla rotta del tonno rosso, patrimonio sia economico che culturale della nostra Isola.

Quindi punterete più sulla tecnologia  fotovoltaica?
Attualmente abbiamo un campo fotovoltaico di circa 1 MW, in concessione a un operatore economico esterno all’Ente, più altri impianti di taglia inferiore. Stiamo via via incrementando la produzione da fotovoltaico cercando di sfruttare gli edifici comunali, pertanto possiamo senz’altro affermare che a breve termine sarà il sole la risorsa rinnovabile che andremo a intercettare con più efficacia.

Avete pensato anche alla possibilità di produrre idrogeno? Nel caso, anche di esportarlo?
La tematica idrogeno è una tra quelle che stiamo approfondendo, sia attraverso i tecnici comunali che con il supporto di vari enti esterni. Riteniamo che possa essere un tema interessante soprattutto nel settore dei trasporti pubblici, essendo l’idrogeno un vettore energetico che ben si sposa con mezzi che necessitano di una certa potenza, come le motonavi o gli autobus. In questo momento, dato il carattere di novità che riveste questa tematica e i pochi spazi di cui disponiamo per la realizzazione di impianti, riteniamo di poter ipotizzare una produzione destinata al fabbisogno locale. Considerando che l’idea, ancora embrionale, è quella di produrre idrogeno “verde”, derivante da processi che sfruttino sole fonti di energia rinnovabile, quindi più costoso, considerando inoltre che  idrogeno prodotto,  andrebbe ad alimentare energeticamente i traghetti e gli autobus, già raggiungere o avvicinarsi all’autosufficienza sarebbe un risultato straordinario e non facile da ottenere.

Come pensate di collaborare con le altre isole?
Nell’ambito dell’iniziativa sono previsti forum e workshop annuali ai quali Carloforte parteciperà attivamente, al fine di acquisire e scambiare esperienze con i comuni delle altre isole minori. La nostra intenzione, che ben si coniuga con gli obiettivi del programma, è quella di innescare un circolo virtuoso nel il quale Carloforte ha l’aspirazione di svolgere un ruolo di primo piano, se non addirittura quello di sito pilota, così come accaduto nei precedenti progetti europei ai quali abbiamo aderito con entusiasmo.

Come potete condividere la vostra esperienza con altre isole e altri territori italiani?
L’Agenda di transizione, redatta grazie alla collaborazione con diversi Enti e stakeholders, in primis il Politecnico di Torino, elabora una strategia di coinvolgimento della popolazione ma anche una serie di misure per la sensibilizzazione nei confronti delle tematiche energetiche, legate al miglioramento della qualità della vita. Sono stati infatti previsti dei comitati che si occuperanno sia di aspetti tecnici che di aspetti sociali. Inoltre, sono previste delle riunioni e degli eventi pubblici periodici che serviranno per informare, coinvolgere e sensibilizzare noi e chi è vicino a noi: i nostri sforzi per ridurre le emissioni sarebbero vani se i nostri vicini, quantomeno, non li assecondassero.

Quale supporto avete già ottenuto dalla Commissione?
Carloforte ha recentemente intrattenuto rapporti di proficua collaborazione con la Commissione all’interno del bando Horizon 2020  – programma REACT, con il quale sono stati svolti degli studi sperimentali sull’efficientamento energetico degli edifici e la gestione intelligente dell’energia. Inoltre, l’Isola di San Pietro ha collaborato con il Segretariato Clean Energy for EU Islands nella stesura dell’Agenda di transizione per l’energia pulita, un documento che delinea un percorso strategico e tattico verso la completa decarbonizzazione entro l’anno 2050. Il documento è disponibile al link: https://clean-energy-islands.ec.europa.eu/countries/italy/san-pietro#island_facts

 

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