Il polo scientifico di Marevivo e CNR sul Tevere soddisfa il 46% del fabbisogno energetico da rinnovabili

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Un nuovo polo scientifico sul Tevere, realizzato da Marevivo in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), soddisferà il 46% del proprio fabbisogno energetico da rinnovabili.

Veolia, partner e fornitore tecnologico nel progetto “Marevivo Floating Hub”, ha spiegato a pv magazine Italia come il fotovoltaico e i sistemi di accumulo si inseriscono nel nuovo hub che ospita il Centro di Biodiversità Fluviale e Urbana.

La società ha contribuito alla realizzazione occupandosi di un sistema energetico integrato che combina fotovoltaico, mini eolico, mini idro e sistema di accumulo, per una produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile pari a 14.000 kWh all’anno.

L’impianto solare, ha spiegato la società a pv magazine Italia, ha una potenza di picco di 10 kW ed è formato da pannelli al silicio monocristallino. È inoltre dotato di un accumulo a batteria da 2,5 kW di potenza e 5 kWh di capacità.

Il mini eolico è di 600 W di potenza e l’impianto mini idro – ancora in fase di implementazione – avrà circa la stessa potenza.

I tre sistemi sono inseriti sul quadro generale di bassa tensione a servizio del nuovo modulo galleggiante e alimentano la struttura in maniera preferenziale con l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. In particolare, circa l’80% è prodotto dal fotovoltaico e dall’accumulo.

L’energia non impiegata per l’autoconsumo è messa a disposizione della comunità energetica rinnovabile (CER) “Un fiume di energia”.

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