L’UE coprirà solo il 21,4% del proprio fabbisogno di batterie nel 2030, nonostante la forte crescita del mercato globale (+29% nel 2024)

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Un rapporto del Centro comune di ricerca della Commissione europea (Joint Research Centre, JRC) sottolinea l’urgenza di accelerare la produzione di batterie nell’Unione europea: l’UE coprirà solo il 21,4% della propria domanda di batterie nel 2030 e presenta un divario di costi fino al 50% rispetto all’Asia, nonostante la crescita del mercato globale (+29% nel 2024). Lo dice lo studio “Battery Technology in the European Union”, elaborato dall’Osservatorio sulle tecnologie per l’energia pulita (Clean Energy Technology Observatory, CETO). Lo studio offre un’analisi approfondita dello stato del settore, affrontando l’evoluzione tecnologica, l’innovazione, le catene del valore e i mercati sia in Europa che a livello globale.

Il documento sottolinea il divario esistente tra l’UE e i leader mondiali nella produzione di batterie. Nonostante gli sforzi per rafforzare la capacità industriale, l’Europa continua a non raggiungere una posizione competitiva solida rispetto a potenze come la Cina o gli Stati Uniti. Nel 2024, la domanda globale di batterie agli ioni di litio si è attestata a 1.545 GWh (+29%), di cui 1.051 GWh destinati ai veicoli elettrici e 370 GWh allo stoccaggio stazionario.

Uno dei principali punti deboli è la forte dipendenza dai materiali chiave. L’UE copre appena il 4,9% dei propri obiettivi nella produzione di catodi e lo 0,1% in quella di anodi, il che limita la sua autonomia industriale e condiziona la sua competitività.

Il divario rispetto all’Asia (in particolare Cina, Corea del Sud e Giappone) è dovuto a fattori strutturali quali l’elevato costo dell’energia, i maggiori costi del lavoro e la dipendenza dalle importazioni. Sebbene il prezzo delle batterie agli ioni di litio sia sceso del 20% nel 2024, facilitando la diffusione dei veicoli elettrici, le batterie prodotte in Europa rimangono tra il 15% e il 50% più costose di quelle asiatiche.

In ambito tecnologico, il rapporto mette in guardia da una perdita di leadership europea nella ricerca e sviluppo. Sebbene le batterie agli ioni di litio continuino a dominare il mercato, tecnologie emergenti come le batterie al sodio, al litio-zolfo e allo stato solido stanno avanzando rapidamente e potrebbero diffondersi su larga scala entro un orizzonte temporale di tre-cinque anni, alterando l’equilibrio competitivo.

Inoltre, si profila una crescente specializzazione per applicazioni: mentre la tecnologia a base di ioni di litio continuerà a essere fondamentale nei veicoli elettrici di fascia alta, alternative come la tecnologia a base di ioni di sodio o di ioni di zolfo acquisiranno peso nei segmenti a basso costo e nello stoccaggio stazionario. Il rapporto avverte che l’UE dovrà posizionarsi su queste tecnologie se vuole mantenere la propria rilevanza nel mercato globale.

In termini industriali, la capacità produttiva europea è cresciuta, ma è ancora ben lontana dal soddisfare la domanda futura. Nel 2024, raggiungeva solo il 21,4% del fabbisogno previsto per il 2030 (rispetto al 17,2% del 2023). Inoltre, la produzione in Europa continua a essere fortemente concentrata in aziende asiatiche come LG Energy Solution, SK Innovation e Samsung SDI, che controllano oltre l’80% del mercato.

La dipendenza dall’estero si riflette anche nella bilancia commerciale: nel 2024 l’UE ha importato batterie per un valore di 16,5 miliardi di euro, con oltre l’85% proveniente dalla Cina. Questa situazione espone l’Europa ai rischi derivanti dalla volatilità del mercato globale e rafforza la necessità di promuovere una propria base industriale.

Infine, il rapporto avverte che, senza misure urgenti, l’UE potrebbe essere relegata a nicchie di batterie premium per veicoli elettrici di fascia alta, mentre la crescita globale si orienta verso soluzioni più economiche (come le batterie LFP e agli ioni di sodio) che stanno rapidamente guadagnando terreno.

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