L’autorità amministrativa statale deve applicare la normativa regionale vigente poiché solo la Corte costituzionale può dichiararne l’illegittimità. È quanto afferma la sentenza numero 88/2026, depositata ieri, con cui la Consulta ha accolto i ricorsi della Regione Sardegna per l’annullamento di sei decreti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), contenenti valutazioni di impatto ambientale (VIA) positive per impianti agrivoltaici sull’isola.
In particolare, si tratta di tre impianti agrivoltaici di EF Agri, controllata di EF Solare Italia, in provincia di Oristano (decreti di VIA nn. 68, 125 e 128 del 2025) e altri tre in provincia di Sassari (decreti di VIA nn. 177, 192 e 203 del 2025).
Nella sentenza, analizzando il caso, la Corte riporta che “i decreti di VIA del Mase esprimono in modo chiaro la pretesa di non tener conto della legge regionale sarda n. 20/2024, in quanto considerata illegittima. I predetti decreti appaiono, dunque, idonei a ledere la potestà legislativa regionale”.
Secondo i giudici, l’intenzionale disapplicazione della legge regionale è peraltro evidente poiché “dal complessivo tenore dei decreti emerge con sufficiente chiarezza che il Mase riconosce la vigenza della legge reg. Sardegna n. 20/2024 e, non di meno, la disapplica, ritenendola costituzionalmente illegittima”.
Quanto al tono costituzionale, la Corte ricorda che, decidendo su un conflitto analogo, riguardante la disapplicazione di una legge sarda, nel 2022 ha affermato “che ciò che la ricorrente prospetta è la negazione della propria prerogativa costituzionale di ente titolare del potere di adottare leggi, che, ancorché in ipotesi illegittime, producono necessariamente i propri effetti fintanto che non vengano dichiarate tali”. Anche nel presente giudizio, dunque, sussiste il tono costituzionale.
Chiarito che “si è in presenza di una mancata applicazione, da parte dell’autorità amministrativa statale, di una legge regionale, basata sull’asserita illegittimità di quest’ultima”, la Consulta conclude che gli atti contestati violano gli articolo 127, 134 e 136 della Costituzione e annulla i decreti di VIA nn. 68, 125, 128, 177, 199 e 203 del 2025.
“Quei decreti erano stati adottati ignorando la nostra legge regionale sulle aree idonee e non idonee. Il principio che la Consulta afferma è netto: finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla. Non può aggirarla”. Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha commentato la decisione dei giudici.
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