Semplificazioni per l’agrivoltaico, accelerazione sulle comunità energetiche rinnovabili (CER), aree “super idonee” e “sburocratizzazione”. Sono i pilastri lungo cui la giunta regionale del Veneto intende delineare la propria legge sulle aree idonee e che gli assessori al Governo del territorio, Marco Zecchinato, e alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci, hanno presentato ieri mattina in un incontro con rappresentanti delle associazioni di categoria, ordini professionali e realtà del sistema energetico e produttivo regionale.
Centrale nell’evento, riporta una nota, è stata la condivisione delle linee guida del nuovo piano energetico regionale, a partire dall’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e dalla definizione del Piano delle zone di accelerazione terrestri (Pizat).
“Abbiamo bisogno dei contributi di tutti i soggetti coinvolti per arrivare in giunta con un testo condiviso e aderente alle necessità del territorio. Il Veneto si pone come prima regione in Italia nel realizzare un lavoro di mappatura urbanistica così puntuale e dettagliato, mettendo a sistema i piani provinciali e comunali”, ha sottolineato Bitonci.
In una fase di “grave crisi energetica”, le Regioni possono dare “un contributo decisivo al fabbisogno nazionale accelerando l’insediamento e lo sviluppo delle fonti rinnovabili”, ha aggiunto Bitonci. “Non abbiamo soltanto il fotovoltaico: il tema dell’idroelettrico tornerà centrale nel 2029, con il rinnovo delle concessioni”. Nella strategia della giunta rientrano anche la geotermia e le biomasse. “Tutti temi che una Regione può affrontare, ovviamente nel rispetto dei decreti nazionali del Mase. Il nostro obiettivo è la sburocratizzazione: vogliamo eliminare passaggi superflui, approfondendo l’insediamento nelle zone artigianali e semplificando i processi per l’agrivoltaico, nel rispetto delle istanze dei territori”, ha spiegato l’assessore alle Politiche energetiche.
Rispetto al traguardo al 2030 fissato dal burden sharing, ovvero 5,8 GW di potenza FER installata, “attualmente il Veneto è ben posizionato con 1,66 GW, ma c’è molto da fare su fotovoltaico, biomasse e geotermia. Guardiamo anche al 2029 per il nodo dell’idroelettrico e puntiamo a rilanciare con forza le comunità energetiche, che hanno già mostrato margini di crescita importantissimi”, ha spiegato Bitonci.
Zecchinato ha invece aggiunto che la grande novità del provvedimento previsto dalla giunta è “l’individuazione di aree super idonee indicate nel Piano di accelerazione in corso di predisposizione”. Si tratta di “zone strategiche” in cui, una volta completata la procedura di valutazione ambientale strategica (VAS), non sarà più necessario sottoporre i singoli progetti a valutazione di impatto ambientale (VIA).
Di fronte agli incrementi dei combustibili fossili dovuti alle crisi internazionale e alla crescente domanda energetica dettata da data center e intelligenza artificiale, “procedere velocemente non è più un’opzione, ma un dovere”, ha detto Zecchinato. “Per questo puntiamo su aree già urbanizzate e zone di degradazione per raggiungere il target dei 5,8 GW nel modo più rapido e sostenibile possibile”, ha concluso l’assessore al Governo del territorio.
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