pv magazine Italia ha sentito New Time che ha concluso, di recente, una due giorni di meeting strategico a Forlì per lanciare il progetto di produzione della perovskite in Emilia Romagna.
New Time ha definito le tappe per industrializzare la perovskite in Italia. Potreste dare dei riferimenti temporali per i diversi processi?
Gli step possono essere schematizzati come segue:
• Fase 1 (1° anno), ottimizzazione della “ricetta” e identificazione degli stabilizzatori;
• Fase 2 (2° anno), produzione su piccola scala per certificazione;
• Fase 3 (3° anno), sviluppo della soluzione industriale per la produzione su larga scala;
• Fase 4: (4° anno), inizio dell’avvio della produzione su larga scala.
Quindi giusto per essere sicuri, potreste ripetere quando inizierà la produzione?
Entro 3 anni su piccola scala con stabilizzazione. Entro 4 anni su larga scala.
A quali condizioni industriali e finanziarie?
Alcuni stabilimenti già esistenti saranno destinati al progetto, supportati da investimenti aziendali dedicati.
Ci sono anche condizioni economiche, legate per esempio ai prezzi dei pannelli?
Il pricing attuale della produzione di moduli PVK è ovviamente condizionato dal fatto di non avere ancora processi ottimizzati, cosi come anche l’identificazione dei materiali che compongono la “ricetta” che oggi mirano ad ottenere il massimo risultato prestazionale con relativa attenzione ai costi. Sarà obiettivo del progetto ottimizzare anche questo per ottenere moduli sempre più competitivi con le attuali tecnologie a mercato ma dal canto loro con elevati margini di miglioramento in termini di prestazioni ed efficienza.
Quando avverranno gli investimenti richiesti per questi passi?
Gli investimenti sono già stati avviati.
Da quali fonti arriveranno? Quali sono le tempistiche?
L’azienda reinveste sistematicamente una quota rilevante degli utili in innovazione e ricerca e sviluppo, come già avvenuto per tutti i progetti innovativi.
Le sessioni operative del vostro “meeting strategico” sono iniziate il 31 marzo e sono durate due giorni. Hanno partecipato Silvia Colella, responsabile della sede di Bari dell’Istituto di Nanotecnologia del CNR, Andrea Listorti dell’Università di Bari “Aldo Moro”, e Miro Zeman, capo del dipartimento Electrical Sustainable Energy presso la TU Delft nei Paesi Bassi. Potreste spiegare quali sono sono stati i principali argomenti di confronto?
Il meeting è stato incentrato sulla programmazione di dettaglio delle fasi operative del progetto nonché a definire le modalità di condivisione delle competenze e tecnologie.
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