Connesso in Cina un Bess industriale da 107 MW/428 MWh per il settore dell’alluminio

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Sinexcel ha completato la connessione alla rete di un sistema di accumulo a batterie da 107,12 MW/428,48 MWh a Guangyuan, nella provincia cinese del Sichuan. Il progetto, sviluppato per Zhongfu Industrial, produttore attivo nel settore dell’alluminio, rappresenta una delle applicazioni C&I di maggiore taglia realizzate in Cina per un comparto industriale energivoro.

L’impianto nasce con un obiettivo preciso: ridurre il costo dell’elettricità attraverso strategie di peak shaving, accumulando energia nelle fasce orarie a minor costo e rilasciandola nei momenti di picco tariffario. Secondo quanto comunicato dall’azienda, il sistema permetterebbe a Zhongfu Industrial un risparmio stimato di circa 140 yuan (17,53 euro circa) per tonnellata di alluminio prodotta, con un beneficio economico annuo superiore a 60 milioni di yuan (51.355.800 di euro).

Il caso è particolarmente rilevante perché riguarda un processo produttivo tra i più energivori dell’industria manifatturiera. La produzione primaria di alluminio richiede, secondo i dati riportati dalla società, circa 13-15 MWh per tonnellata. L’energia può incidere fino al 40% dei costi complessivi. Oltre alla dimensione economica, vi è anche un tema di sicurezza e continuità produttiva: interruzioni improvvise dell’alimentazione possono causare il congelamento dell’elettrolita e generare danni rilevanti agli impianti.

In questo contesto, il sistema Bess non svolge soltanto una funzione di arbitraggio energetico, ma contribuisce anche alla stabilità operativa dello stabilimento. Il cuore tecnologico del progetto è costituito da 104 PCS Sinexcel da 1.725 kW, abbinati a container batteria da 5 MWh in architettura DC-coupled.

Secondo l’azienda, i PCS sono stati progettati per operare in condizioni industriali complesse e vengono utilizzati in modalità derating per massimizzare la durata operativa. Tra le caratteristiche dichiarate figurano una risposta nell’ordine dei millisecondi, utile in caso di anomalie di rete, un’efficienza massima del 98,5% e un grado di protezione IP54, pensato per ambienti caratterizzati da polveri e condizioni operative gravose come quelli della metallurgia.

Un elemento di interesse anche per il mercato europeo riguarda le certificazioni. Il produttore dichiara che il PCS da 1.725 kW è certificato CE, VDE 4110/4120 ed EN 50549 per i mercati europei. La società segnala inoltre ulteriori certificazioni di grid compliance per Stati Uniti, Australia, Giappone e Thailandia. Le spedizioni cumulative del modello avrebbero superato 1 GW a livello globale.

Per il contesto italiano, il progetto cinese può essere letto come un benchmark internazionale sull’evoluzione dello storage industriale. Settori come alluminio, acciaio, vetro, ceramica, carta, chimica e fonderie presentano profili di consumo elevati e continui, nei quali sistemi Bess di taglia adeguata possono contribuire alla riduzione dei picchi, all’ottimizzazione dei prelievi dalla rete e alla valorizzazione dell’energia autoprodotta da impianti rinnovabili o acquistata tramite contratti PPA.

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